Targa sulla casa natale di don Giuseppe Borea: "Qui ha imparato a perdonare"
Redazione Online
|3 anni fa

Fede e libertà. I due capisaldi che hanno sempre definito la rotta di don Giuseppe Borea, il giovane parroco di Obolo cappellano militare della divisione Val d’Arda e fucilato dai nazisti il 9 febbraio 1945.
Dopo le vie a lui dedicate, la lapide commemorativa alla sua memoria a Gropparello, oggi è stata inaugurata una targa che identifica la casa di via Roma a Piacenza che gli diede i natali. Una cerimonia che ha voluto ricordare il don Borea sacerdote, prima ancora che uomo e partigiano. La figura del sacerdote è stata ricordata nei discorsi introduttivi, ed è oggetto di una richiesta di avvio di causa di beatificazione.
“In questa casa ha imparato a perdonare” scrive il vescovo di Piacenza-Bobbio mons. Adriano Cevolotto. E il perdono la virtù che lo ha accompagnato fino agli ultimi istanti della sua vita, manifestato nel suo testamento, scritto qualche ora prima di essere ucciso, anche nei confronti dei suoi carnefici.
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