Dopo le minacce all'arbitro: "Mi scuso con tutti. Nella squalifica vedrete chi sono"
Redazione Online
|4 anni fa

Avrebbe potuto attendere che la mareggiata si ritirasse, che l’oblio avvolgesse l’intera vicenda e scontare in silenzio la maxi squalifica. Invece ha preferito un gesto da uomo in crescita. Marco Agazzi ha il volto tirato quando, ieri, mette piede a “Libertà” in via Benedettine. Ad attenderlo c’è il presidente degli arbitri piacentini Domenico Gresia. Con i dirigenti del San Nicolò-Calendasco, Marco ha scelto la nostra redazione per una
pubblica ammenda ragionevole e dovuta, ma tutt’altro che scontata. Il 18enne della squadra Juniores trebbiense è stato stoppato dal giudice sportivo per 14 mesi dopo gli “spintoni al petto” e le “minacce” nei confronti del direttore di gara al termine della sfida con il San Corrado.
pubblica ammenda ragionevole e dovuta, ma tutt’altro che scontata. Il 18enne della squadra Juniores trebbiense è stato stoppato dal giudice sportivo per 14 mesi dopo gli “spintoni al petto” e le “minacce” nei confronti del direttore di gara al termine della sfida con il San Corrado.
Il difensore è consapevole della gravità di quanto combinato, ma è altrettanto convinto della necessità di dimostrare come questa pagina della sua carriera, della sua
vita, non sarà girata in maniera cieca e al riparo da una presa di coscienza piena.
vita, non sarà girata in maniera cieca e al riparo da una presa di coscienza piena.
“Sono stati giorni molto difficili da affrontare – ha spiegato Agazzi al
termine del “momento formale”, del breve ma sentito discorso rivolto a
Gresia con la voce rotta dall’emozione -. L’aspetto più duro da accettare è rappresentato dal fatto che possa emergere un ritratto del sottoscritto completamente differente dalla realtà. Consentitemi di ribadire, e la prego di scriverlo in maniera chiara, che non mi appello ad alcuna attenuante. Molto più semplicemente ho scelto questa nuova ribalta perché voglio scusarmi con il direttore di gara e con tutta la classe arbitrale per quanto avvenuto. Senza se e senza ma”.
termine del “momento formale”, del breve ma sentito discorso rivolto a
Gresia con la voce rotta dall’emozione -. L’aspetto più duro da accettare è rappresentato dal fatto che possa emergere un ritratto del sottoscritto completamente differente dalla realtà. Consentitemi di ribadire, e la prego di scriverlo in maniera chiara, che non mi appello ad alcuna attenuante. Molto più semplicemente ho scelto questa nuova ribalta perché voglio scusarmi con il direttore di gara e con tutta la classe arbitrale per quanto avvenuto. Senza se e senza ma”.
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