Diga del Brugneto, via al rilascio di acqua verso la Val Trebbia fino al 10 settembre
Redazione Online
|1 anno fa

L’acqua scarseggia nel fiume Trebbia. Così, da stamattina alle 10, la diga del Brugneto ha iniziato il rilascio per le necessità agricole della vallata piacentina: un intervento ritenuto cruciale per fronteggiare la carenza idrica.
Il rilascio sarà progressivo: ogni due ore verrà aumentata la portata fino a raggiungere un deflusso costante di poco più di mille litri al secondo, che proseguirà fino al 10 settembre. Questa manovra è confermata anche dal Consorzio di bonifica, intervenuto all’invaso di Torriglia in sopralluogo.
Va ricordato che è in vigore un disciplinare tra Emilia-Romagna e Liguria che prevede un rilascio di 2,5 milioni di metri cubi d’acqua a stagione irrigua: l’accordo è in scadenza proprio nel 2024 e, per ora, “non si è ancora arrivati al rinnovo”, come spiega Luigi Bisi, presidente del Consorzio di bonifica del nostro territorio. Piacenza, infatti, punta a ottenere un maggiore rilascio idrico.
Un’istanza di cui si fa portavoce anche Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia: “Piacenza ha sete e le maggioranze di centrosinistra che si sono susseguite continuano a non fare nulla. Dobbiamo forse auspicare un referendum per passare sotto la Regione Liguria o Piemonte? Il disciplinare per l’uso idropotabile dell’acqua del Brugneto scade quest’anno. L’invaso, costruito tra il 1956 e il 1959, rappresenta una risorsa cruciale per il territorio piacentino. È fondamentale, pertanto, istituire un nuovo disciplinare, e non una semplice proroga, poiché le esigenze di Genova sono cambiate ed è necessario un accordo che garantisca un rilascio idrico maggiore per la Val Trebbia”.
A intervenire è anche il consigliere provinciale Giampaolo Maloberti, esponente della Lega: “I tempi per il rinnovo del disciplinare, istituito nel 1962 e rivisto nel 1987, sono in scadenza. Il fabbisogno della Val Trebbia è ben superiore ai 2,5 milioni di metri cubi. La Regione Liguria porta parecchi rifiuti nell’inceneritore di Borgoforte a Piacenza e, in un discorso di mutualità tra territori, è opportuno che questo rilascio venga modulato in base alle esigenze idropotabili del nostro territorio”.
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