Anche Bertassi è cardioprotetta, il "cuore" al sicuro tra i monti
La frazione dista cinque chilometri (di curve) da Ottone. In 30 al corso di formazione

Elisa Malacalza
|8 giorni fa

Per raggiungere Bertassi di Ottone, il navigatore indica un’ora e 51 minuti di auto. Quando ci si “stacca” dalla Statale 45 ci sono cinque chilometri di strada tortuosa: però ne vale la pena. Il paese è in realtà uno e trino, diviso in tre nuclei, in quello mediano si può ammirare una bella e curata chiesa barocca che conserva un pregevole dipinto ed una statua lignea che raffigurano la Vergine del Carmelo, opere entrambe settecentesche. E poi c’è ancora l’eco medioevale nelle case con l’arco, nei vicoli. In estate ci sono venti famiglie: e tutti sanno che, arrivati a Bertassi, si diventa un po’ sindaci, un po’ medici, un po’ curatori delle anime, un po’ spazzini, un po’ operai, un po’ cantanti se serve a rallegrare le sere d’estate, un po’ calciatori.
Però quell’ora e 51 minuti dalla città di Piacenza fa paura, in caso di soccorso, visto che l’eliambulanza di notte non atterra: per questo l’avvocato Mauro Casazza, portavoce dei residenti e villeggianti di Bertassi, ha chiesto a Progetto Vita di aiutarlo a dotare la frazione di una postazione con il defibrillatore, anche perché quello più vicino si trova a sei chilometri di distanza, a Gorreto. Progetto Vita, che da anni porta avanti la cultura della prevenzione e della diffusione più capillare possibile del mezzo salvavita, ha subito detto sì.
Ernesto Grillo, vicepresidente dell’associazione, si è dato da fare contattando l’avvocato Casazza per arrivare alla donazione di un defibrillatore da installare al centro dell’abitato, con accesso fruibile a tutti, e proponendo anche una corso “InFormare” all’utilizzo di un defibrillatore per tutti gli abitanti e ospiti della frazione, poiché «il solo defibrillatore non salva la vita se nessuno lo utilizza», sottolinea, e soprattutto per spiegare che «tutti lo possono utilizzare anche in assenza di personale sanitario».
Tutti i residenti e villeggianti si sono quindi incontrati per imparare come soccorrere una persona colpita da arresto cardiaco. Il decano degli istruttori di Progetto Vita, Gianfranco Losi, ha spiegato agli oltre 30 partecipanti le nozioni sull’utilizzo del defibrillatore «e al termine della lezione, quasi tutti i partecipanti, sia giovani che anziani, hanno voluto provare le manovre di rianimazione su un manichino», riferisce.