A Calendasco con un filo di luce e di "infinito" il designer Groppi definisce il castello
Redazione Online
|2 anni fa

Un filo di luce corre da una parete all’altra della grande sala con il soffitto ligneo a cassettoni, uno squarcio nell’oscurità che al suo passaggio disegna forme, costruisce volumi e racconta una storia che sembra trascendere lo spazio e il tempo.
Non a caso, sia chiama proprio “Infinito” la lampada da parete che il designer piacentino Davide Groppi ha scelto per impreziosire il salone di rappresentanza al primo piano del castello di Calendasco, appena restaurato e inaugurato lo scorso settembre.
Proprio lì, nei giorni scorsi, Groppi è tornato per parlare di sé, della sua carriera di successo (che lo ha portato ad aprire nei mesi scorsi il suo ultimo show room di lampade a New York) ma soprattutto dell’intervento realizzato a Calendasco.
L’occasione è stato un incontro organizzato dal Comune con l’Ordine degli architetti, condotto da Giovanna Palladini e con l’intervento del sindaco Filippo Zangrandi e della presidente dell’Ordine Loredana Mazzocchi.
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