Più decessi che nuovi nati. La cicogna preferisce Cadeo, Farini il paese con più morti
Redazione Online
|3 anni fa

L’Italia è un Paese che sta invecchiando. A provarlo è il Sole24Ore attraverso l’elaborazione dei dati dell’Istat riguardanti l’andamento della popolazione dal 2014 al 2020 in tutti i comuni della penisola. Complessivamente la natalità in Italia si assesta per il 2020 a 6,81 nuovi nati su mille abitanti, un valore in netta discesa rispetto al 8,07 (nati ogni mille abitanti) registrato nel 2015. Concentrandoci sulla nostra provincia il trend non cambia: Piacenza si allinea con la tendenza nazionale, registrando un tasso di natalità di 6,65. Il comune preferito dalla cicogna è Cadeo (8,9), seguito da Caorso (8,6) e Castel San Giovanni (8,4).
Per quanto riguarda il tasso di mortalità, invece, a guidare la classifica nella nostra provincia c’è Farini (43,97), seguito da Zerba (43,17) e Ferriere (41), mentre il capoluogo Piacenza presenta un tasso di 17,63. Il rapporto tra i deceduti e la popolazione complessiva è in costante aumento sia a livello nazionale che in riferimento al nostro territorio. In Italia si passa da 9,92 morti su mille abitanti nel 2014 a 12,46 nel 2020; In provincia di Piacenza invece si passa da 11,93 nel 2014 a 17,45 nel 2020. Un dato che colloca Piacenza al settimo posto su 107 province italiane.
È chiaro come i decessi superino le nascite, giustificando un calo del saldo naturale. Inoltre, i pochi comuni che crescono lo fanno grazie ai flussi migratori in entrata. Guardando alle migrazioni si assiste infatti ad una tendenza ormai ricorrente: nel nostro Paese le persone si spostano da Sud verso Nord, alla ricerca di migliori condizioni lavorative. A ciò si aggiungono i migranti provenienti dall’estero che influiscono sul saldo migratorio, il quale si calcola dividendo il saldo per il totale della popolazione e moltiplicando per mille il risultato. In Italia il tasso migratorio nel 2014 era pari a 0,75 su mille abitanti, nel 2020 è quasi raddoppiato, salendo a 1,47. Piacenza occupa la sesta posizione in Italia per tasso migratorio, dato che cresce considerevolmente in provincia passando dal 1,24 del 2014 a 5,56 nel 2020.
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