Oscar Farinetti: "A Piacenza si mangia bene, ma le eccellenze vanno raccontate"
Redazione Online
|11 mesi fa


“Piacenza tra le città dell’Emilia e della Lombardia è il territorio dove si fanno i cibi migliori, ma questo non è risaputo. Dovete incominciare a raccontare quello che fate, perché un fatto non raccontato non esiste”. Chiaro e diretto, come sempre, Oscar Farinetti che nella mattinata di oggi, mercoledì 26 marzo, ha incontrato gli studenti dell’istituto alberghiero nell’aula magna del Raineri Marcora per parlare di cibo e cultura culinaria a 360 gradi.
“Siete la terra delle tre Dop, ma poi la gente pensa che a Parma ci siano i salumi dieci volte più buoni dei vostri, questo perché qualcuno a Parma ha saputo raccontare i propri prodotti meglio di voi – prosegue l’imprenditore -. Dovete quindi alzarvi sulla sedie e raccontare le vostre eccellenze all’Italia e al mondo”.
Oscar farinetti al centro dell’arena
Il fondatore di Eatily è andato in pasto agli studenti dell’Alberghiero che l’hanno circondato per incalzarlo con un’intervista corale riguardo alla valorizzazione del cibo, sprechi alimentari, food marketing e alimentazione equilibrata. Un’occasione anche per presentare l’ultimo libro di Farinetti dal titolo “Hai mangiato?”. “Dire ‘Hai mangiato’ a una persona significa confidarle che le vuoi bene” specifica Farinetti. Nel libro l’imprenditore riflette sul valore del cibo nella cultura italiana attraverso ritratti e racconti umani. Per lui, infatti, il cibo non è solo nutrimento fisico, ma anche un elemento identitario, sociale ed economico.
“Cucinare è il lavoro più bello del mondo”
“Un evento che è stato soprattutto un’occasione di apprendimento, scambio e crescita professionale per gli studenti attraverso un dialogo aperto con uno dei protagonisti più eclettici e discussi dell’enogastronomia italiana” le parole della docente Elena Salini. A moderare l’incontro insieme a lei, il ristoratore piacentino e vicepresidente nazionale Agriturist Gianpietro Bisagni: “Purtroppo registriamo ancora numeri molto bassi nella ristorazione e dobbiamo cercare di invertire la rotta perché parlando con le nuove generazioni si scoprono ambizioni e passioni che saranno motore per il futuro del nostro settore”.
All’interno dell’arena partecipata anche da diversi iscritti all’associazione “Cuochi Piacenza” tanti gli spunti sul mondo del food: “Nessuno di noi decide dove nascere, ma a un certo punto dobbiamo iniziare a scegliere, a sbagliare per non affrontare una vita inutile e ferma – afferma Farinetti -. Chi fa gli errori sceglie e quindi vive, chi non sbaglia fa una vita inutile”. “Cucinare e saper raccontare i cibi è il lavoro più bello del mondo – sottolinea il promotore del Made in Italy -. Oggi il mio obiettivo è quello di stimolare e invogliare questi studenti a portare avanti questo mestiere così straordinario”.
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