Addio al pane e dipendenti in cassa integrazione: anche la gastronomia in ginocchio
Redazione Online
|3 anni fa

Addio al pane, costa troppo. Costa troppo tenere acceso il forno e attivo il laboratorio di panificazione. E senza il pane e con il calo dei consumi il giro di vite impone scelte come la cassa integrazione.
E’ un’altra storia frutto della crisi energetica. La storia ha i nomi di Katia Miserotti e Paolo Cobianchi, titolari della Gastronomia Basulon. I costi energetici erano già alti nel 2021, il contratto sull’energia a prezzo bloccato era scaduto, ma si pensava a rincari temporanei, a qualcosa che si sarebbe assestato. Invece la faccenda prende tutta un’altra piega. Già a giugno di quest’anno arrivano 3.800 euro di bolletta per sfornare il pane. Troppi. E poi il 12 agosto viene recapitata la bolletta di luglio è di 5.710 euro. .
Gli articoli più letti della settimana
1.
Viaggio tra gli espropriati della Statale 45 «Per un metro di asfalto una vita stravolta»
2.
Lulù, cucciola con soffio al cuore cerca famiglia: «Non può crescere in canile»
3.
"Pensatore di sistema" al Politecnico in arrivo l'ingegnere del futuro
4.
Tragedia di via Beverora, è morta la giovane caduta dal palazzo

