Coop Inacqua, amministratori assolti per la bancarotta
La sentenza è stata pronunciata dal giudice Borgia e si riferisce a fatti dal 2012 al 2018. Quattordici erano gli imputati tra componenti del cda e del collegio dei sindaci

Paolo Marino
|5 ore fa

Il Tribunale di Piacenza
Si è concluso con l’assoluzione, o con il proscioglimento, di tutti gli imputati il processo per bancarotta fraudolenta relativo alla società cooperativa Inacqua. Gli amministratori della coop che gestisce il centro Marco Polo di via Rigolli - dove si trovano un nido, una scuola materna e una piscina che svolge attività per gestanti e bambini - erano accusati di aver nascosto, attraverso espedienti contabili illeciti, la reale situazione di difficoltà economica dell’azienda e di aver eseguito operazioni che ne avrebbero aggravato la crisi, sebbene fossero consapevoli della situazione critica dei bilanci.
Vendita Baia del Re
Le difficoltà della coop sono note. Negli anni aveva accumulato debiti per 6 milioni di euro, tanto che il 27 settembre 2019 il Tribunale di Piacenza l’aveva ammessa al concordato preventivo in continuità, lasciando alla guida della società gli stessi amministratori. Nel frattempo l’avvocato Matteo Bozzini era stato nominato commissario giudiziale. Il concordato era finalizzata a risanare i conti e a proseguire l’attività del centro Marco Polo, liberandosi di un ramo d’azienda che pesava eccessivamente sulla gestione della coop: la struttura medica alla Baia del Re, venduta nel dicembre 2019 per 2,5 milioni di euro alla società Terme di Salsomaggiore e Tabiano.
I bilanci 2012-18
La sentenza è stata pronunciata lunedì scorso dalla giudice per l’udienza preliminare Matilde Borgia. Gli imputati erano 14, tra i quali il presidente Marco Carini - consigliere regionale del Pd tra il 2010 e il 2014 e fondatore di Inacqua nel 2008 - e il vicepresidente Pierpaolo Ughini. A vario titolo erano imputati tutti i componenti del consiglio di amministrazione dal 2012 al 2018, i quattro componenti del collegio dei sindaci, che avevano il ruolo di vigilare sull’attività della cooperativa, e il revisore legale. Gli amministratori e il revisore avevano scelto la strada del rito abbreviato, i sindaci hanno discusso l’udienza preliminare (per questo, nel caso di un rinvio a giudizio, avrebbero affrontato il processo con rito ordinario). Per i primi la sentenza è stata di assoluzione, per gli altri di “non luogo a procedere”.

