Lavoro a Piacenza, cresce l'occupazione ma le donne guadagnano di meno
Dall'Osservatorio Economia e Lavoro emerge una situazione complessa: solo un lavoratore su due ha un contratto stabile
Redazione Online
|1 settimana fa

Occupazione in crescita a Piacenza, ma i salari non tengono il passo dell’inflazione. Dal territorio segnali di rallentamento economico e fragilità strutturali.
Cresce l’occupazione, ma come? Restano precarietà e disuguaglianze. A Piacenza solo un lavoratore su due ha un lavoro stabile. Ci sono meno nati e più anziani e le donne guadagnano 30 euro in meno al giorno degli uomini. Il tema centrale oggi sono i salari e la qualità del lavoro: la crescita salariale non è sufficiente a compensare l’aumento del costo della vita. La distanza tra capoluogo e aree interne resta marcata: nei comuni appenninici piacentini come Farini, Morfasso e Zerba i redditi medi restano tra i più bassi dell’intera Emilia-Romagna e ciò è diretta conseguenza dell’arretramento dei servizi. «C’è un soffocamento in atto degli enti locali rispetto alle risorse a loro disposizione, da qui nascono le difficoltà verso le fasce deboli della popolazione, anziani e giovani. Se il sistema tiene con fatica il merito è di chi lavora, ma la «bomba» dei salari che non bastano più è scoppiata e bisogna porci rimedio. E in tutto questo le politiche industriali, di progetto, di sviluppo sono largamente insufficienti e non chiare. Così Piacenza annaspa, chi è ricco è sempre più ricco e chi faceva fatica ad arrivare alla quarta settimana ora fa fatica arrivare alla terza». Così il segretario generale Cgil Piacenza Ivo Bussacchini commenta i primi dati dell’Osservatorio Economia e Lavoro arrivato alla 16esima edizione e che verrà presentato lunedì in Cgil.
In provincia di Piacenza l’occupazione continua a crescere, ma il quadro economico generale mostra segnali di stagnazione e criticità strutturali che rischiano di emergere con maggiore forza nei prossimi mesi. È quanto emerge dai primi dati dell’Osservatorio sull’economia e il lavoro in provincia di Piacenza, realizzato da Ires Emilia-Romagna per la Camera del Lavoro di Piacenza, che verrà presentato integralmente lunedì 26 gennaio.

I dati
Nel 2024 gli occupati in provincia di Piacenza sono aumentati di oltre 4 mila unità (+3,2%), un dato significativo che si accompagna a una riduzione dei disoccupati (-16%) e a un lieve calo degli inattivi. La crescita dell’occupazione riguarda soprattutto il lavoro dipendente (+5,9%) e vede un ulteriore rafforzamento dell’occupazione femminile, in aumento del 3,1% dopo il forte incremento già registrato nel 2023.
Accanto a questi dati positivi, il rapporto segnala però un contesto economico complessivamente stagnante. Il valore aggiunto provinciale cresce solo dello 0,3% sia nel 2024 che nel 2025, in linea con la media regionale, con un’industria sostanzialmente ferma e una crescita dei servizi molto contenuta. Le esportazioni hanno registrato nel 2024 un forte aumento (+5,7%), ma l’analisi trimestrale mostra un brusco rallentamento nel corso del 2025, con segni negativi già evidenti nei primi tre trimestri.
Dal punto di vista demografico, la popolazione residente torna a crescere lievemente: al 1° gennaio 2025 gli abitanti della provincia di Piacenza sono 288.187, circa 940 in più rispetto all’anno precedente. Una crescita che resta però fortemente legata ai flussi migratori, a fronte di un saldo naturale ancora negativo.
I dati completi, insieme all’analisi dettagliata su lavoro, imprese, redditi, ambiente e disuguaglianze, saranno presentati lunedì 26 gennaio nel corso dell’iniziativa pubblica di presentazione dell’Osservatorio.
Cresce quindi l’occupazione, ma restano precarietà e disuguaglianze. A Piacenza, infatti, solo un lavoratore su due ha un lavoro stabile. Meno nati, più anziani. A Piacenza le donne guadagnano 30 euro in meno al giorno degli uomini. Occupazione in aumento, ma salari e stabilità restano un problema.



