Amnesty tra 250 studenti: "Non cadete nella trappola del linguaggio d'odio"
Redazione Online
|3 anni fa

L’emergenza pandemica ha portato a un’esasperazione della comunicazione aggressiva e del linguaggio d’odio in rete e, in particolare, sui social. Nell’ultimo periodo, a Piacenza, è aumentato del 20% il trend legato alle problematiche della cattiva navigazione. Un aumento che riguarda tutto il territorio nazionale e per il quale è necessario un intervento preventivo per far sì che non si confonda la libertà d’espressione con quella di insultare e offendere: “Parlare con i ragazzi è fondamentale – spiega Lidia Gardella, referente del gruppo di Piacenza di Amnesty International – ogni giorno incappiamo in messaggi d’odio. Dobbiamo far capire il rischio che c’è dietro a ogni pubblicazione sui social perché tutto ciò che va in rete lì rimane sempre”.
Lidia Gardella questa mattina ha tenuto una conferenza all’interno dell’aula magna “G. Modenesi” dell’Isii Marconi davanti a 250 studenti dell’Enaip e delle professionali con al centro i discorsi d’odio e come contrastarli con la contronarrazione. “Non cadete nella trappola del linguaggio violento – il monito di Gardella ai giovani studenti piacentini – e in caso foste vittima di tali comportamenti, denunciate e fate rete con amici, scuola e famiglia”.
L’incontro è stato organizzato all’interno del progetto Concittadini promosso dalla Regione Emilia-Romagna. Un progetto sorretto da tre capisaldi: diritti, legalità e memoria. “Il discorso d’odio impatta principalmente le proprie emozioni, i ragazzi, e non solo, devono rendersi conto del confine che c’è tra lo scherzo e l’insulto” precisa Gardella. Amnesty fa parte insieme ad altre associazioni della rete a contrasto dei discorsi d’odio e lo fa attraverso una task force di volontari che rendicontano i vari messaggi d’odio online, su precisi argomenti, riportando dati statistici utilizzabili per monitorare il fenomeno.


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