Ponte sul Nure, l'attesa dei commercianti: «Ricavi dimezzati e nessun aiuto»
Mancano 48 giorni alla riapertura al traffico del viadotto lungo la via Emilia. I commercianti sperano nel rispetto del cronoprogramma

Marco Vincenti
|1 giorno fa
«Guadagni dimezzati e nessun aiuto economico». È il grido d'allarme dei commercianti che dal giorno della chiusura del ponte sul Nure lungo la via Emilia hanno notato un drastico calo di introiti. Ad aver avuto la peggio gli imprenditori e i proprietari delle attività di Pontenure, dal paese fino a quelle praticamente a ridosso del cantiere. «Il parcheggio è sempre vuoto, non c'è più passaggio e i clienti da fuori comune non vengono più» la testimonianza di Coletta Peyre che come tanti altri colleghi non vede l'ora di rivedere rimarginata la ferita sulla via Emilia.
Dal cantiere sono sicuri, il cronoprogramma è rispettato ed entro neanche 50 giorni - per essere precisi 48, «al netto di precipitazioni e meteo avverso» dicono gli operai - il ponte sul Nure riaprirà al traffico. «Stiamo contando i giorni anche noi - commenta Peyre -. Sono mesi davvero complicati e noi dobbiamo continuare a pagare un affitto al proprietario dei muri con i guadagni dimezzati e senza aver ricevuto ristori o riduzioni di tasse». «La via Emilia così deserta ricorda i tempi del lockdown - sottolinea Sara Gariboldi, proprietaria di un negozio di artigianato a Pontenure -. È desolante, i giorni più difficili sono stati quelli durante il periodo natalizio dove si sono registrate le differenze più marcate rispetto agli anni scorsi».
Nel frattempo, prosegue la raccolta firme che ha già superato quota 2mila per mantenere anche in futuro le trenta fermate che da settembre sono garantite nelle due stazioni di Cadeo e Pontenure. La speranza è infatti che il cantiere possa rilanciare la mobilità sostenibile sul territorio.
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