Le grandi pietre scese dal monte Armelio sono tornate a brillare d’oro e d’argento

Sabato 23 agosto la presentazione del restauro da parte di Romano Bertuzzi (e volontari) di questi massi che sono un richiamo al sole e alla luna

Patrizia Soffientini
Patrizia Soffientini
|7 giorni fa
Due momenti dei lavori intorno ai massi che si staccarono più di vent’anni fa dal monte Armelio aprendo un corridoio nella foresta di conifere. Al lavoro l’artista Romano Bertuzzi e alcuni volontari
Due momenti dei lavori intorno ai massi che si staccarono più di vent’anni fa dal monte Armelio aprendo un corridoio nella foresta di conifere. Al lavoro l’artista Romano Bertuzzi e alcuni volontari
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Tornano a “splendere” la pietra d’argento e la pietra d’oro dopo un attento restauro. Erano grezze tuttavia quando scesero all’improvviso per un evento naturale dal monte Armelio sopra Forno, più di vent’anni fa. Rotolarono giù per un distacco dal corpo di quella altura, con un grande boato e fra qualche apprensione degli abitanti, e si spezzarono in due creando un corridoio verde tra gli alberi di conifere. Allora l’artista Romano Bertuzzi, originario di quelle montagne, decise di dipingerle con i colori del sole e della luna. Incastonate lungo il fianco dell’Armelio su un pianoro nella località Boioli di Coli, hanno stupito e affascinato chi riusciva a raggiungerle, una si era fermata dentro al bosco, l’altra sul prato antistante. Oggi riprendono il loro splendore, rivestite della luce che era andata persa nel corso del tempo e a causa delle intemperie.
Il rimando alla luna e al sole crea, là dove i grandi massi si sono fermati, uno spazio magico, misterioso e simbolico. Nelle scorse settimane Bertuzzi insieme ad alcuni amici e volontari ha ridato vita ai suggestivi “Sassi Oro e Argento” . In fondo è un gesto preistorico, la prima pittura murale non nasceva forse sulla roccia delle grotte? Qui Bertuzzi raccoglie un’opera della Natura, le dà nuovo valore, e domani stesso, sabato 23 agosto dalle ore 16,30 in avanti, sul posto, sotto il profilo del monte Armelio, l’artista e gli amici volontari, presentano l’intervento di restauro, l’invito è aperto a tutti coloro che desiderano condividere il momento, una bicchierata bene augurante e una merenda.
Per questo recupero un gruppo ha lavorato alla pulizia intorno, dopo il gelicidio erano cresciuti rovi e l’area non era più fruibile. Poi è stato utile il lavoro di sabbiatura delle pietre, infine è stato steso un primer e quindi il colore rigorosamente a pennello. E la rinascita è ora completa. Nella loro “divisa” le pietre raccontano la prodigiosa forza dei ritmi cosmici, per regalare ai futuri visitatori la consapevolezza che tutto lo spazio dell’universo, la materia e l’energia, i pianeti, le stelle e le galassie e infine la nostra stessa essenza psichica sono riassunte nel loro corpo. Il primo intervento su queste pietre fu un rito e venne presentato al pubblico il 28 agosto del 2005, vent’anni fa, con un’operazione avallata dalla Regione Emilia Romagna e allora battezzata “La Natura e il Disincanto”, dopo che erano state dipinte la prima volta, oggi il rito e la condivisione si ripetono nella cornice del bosco come luogo salvifico, dove domina la verità naturale.
E’ quella verità naturale che Romano esorta a cercare con gran parte del suo lavoro, illuminato a Boioli dal logos (il sole) e dal mito (la luna).