"Gli investimenti sulle infrastrutture devono ripartire al più presto"
Redazione Online
|5 anni fa

Innovazione e nuove tecnologie del settore estrattivo, tenendo ben presente quelle che sono le grandi sfide di oggi: ambiente ed energia. E’ il piatto forte del convegno “L’attività estrattiva e la Green Economy: esperienze a confronto”, organizzato da Anepla (Associazione nazionale estrattori produttori lapidei affini) e ospitato da Piacenza Expo. Un incontro, che ha riunito i rappresentanti di numerose aziende del settore del nord Italia, al quale ha preso parte anche il ministro alle infrastrutture e ai trasporti Paola De Micheli.
“A causa dell’epidemia – ha affermato Filippo Lusignani, capo sezione delle aziende estrattive aderenti a Confindustria Piacenza – le aziende stanno soffrendo parecchio. Speriamo che gli investimenti per le infrastrutture possano non solo ripartire al più presto, ma anche e soprattutto rivitalizzare il settore estrattivo che al momento è in grande difficoltà. Al ministro De Micheli chiederemo sicuramente le veloce ripartenza di tutti questi progetti e anche di stringere, se possibile, i tempi della burocrazia, che dal progetto conducono alla cantierizzazione e ai lavori veri e propri”.
La risposta del ministro non si è fatta attendere: “Il nostro ministero – ha spiegato – ha un piano di investimenti sulle infrastrutture da 200 miliardi in 15 anni. Già coperti ci sono progetti per 130 miliardi. Il criterio fondamentale per la definizione dei singoli progetti del piano è stato quello del miglioramento della qualità della vita della persone. Un piano che abbiamo definito Italia Veloce – prosegue – predisposto già prima dell’emergenza Covid, poi rivisto alla luce degli effetti dell’epidemia e dopo la svolta storica compiuta dall’Europa con il Recovery fund. In sintesi, una grande opportunità. Questa è la sfida che non possiamo fallire”.
L’industria estrattiva ha un impatto ambientale importante, ecco perché la Green Economy è argomento attuale tra gli addetti ai lavori. “In Emilia Romagna – afferma il neo presidente Claudio Bassanetti – si abbatte il 120 per cento della Co2 emessa dalle attività estrattive e molto si lavora sull’energia rinnovabile. Cosa riconosciuta anche all’esterno. D’altronde le normative sull’attività estrattiva sono molto evolute nella nostra regione e alle aziende sono richiesti sforzi importanti per l’ambiente”.
Per quanto riguarda invece la nostra provincia, “quello di Piacenza – ha proseguito Bassanetti – possiede una cultura estrattiva importante, basti pensare alle cave di ferro e rame in Alta Val Nure e ai giacimenti del Trebbia del secolo scorso, fino ai moderni cementifici. Una cultura che, nel corso degli anni, si è perfezionata, evolvendosi assieme allo sviluppo delle nuove tecnologie e che vede alcune aziende di questo territorio tra i leader nazionali del settore”.
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