«Il gingko nel giardino d'infanzia è un'opera d'arte»

La pittrice piacentina Silvia Molinari racconta la sua storia e parla dei suoi acquerelli ispirati anche all'Orto di Santa Maria di Campagna

Dea De Angelis
|23 ore fa
La pittrice piacentina Silvia Molinari
La pittrice piacentina Silvia Molinari
1 MIN DI LETTURA
La pittura è il mio mestiere. «Conseguiti gli studi all’Istituto d’arte Paolo Toschi, oggi diventato un liceo, nel complesso Monumentale della Pilotta, la pittura è sempre stato il mio lavoro – racconta la pittrice piacentina Silvia Molinari -. Immersa in ambienti naturali, copio dal vero elementi botanici come le foglie degli alberi, i loro fiori o le erbe spontanee, ma anche la piccola fauna (insetti, uccelli, scoiattoli) che vive tra la vegetazione: una siepe, un prato fiorito, uno stagno» continua Molinari. «Sono cresciuta in campagna tra Fiorenzuola e Castellarquato dove la mia sensibilità artistica verso il mondo naturale ha messo radici e dove la ricca biodiversità mi ha stimolata a dipingere soggetti diversificati affinando le mie abilità. Nella mia evoluzione artistica ho fatto ricerca un po’ in tutte le valli, nelle colline della Val Luretta, nei boschi della Val Nure e lungo il greto dei fiumi - spiega l’artista mostrando alcuni lavori –. Anche passeggiando tra le aree verdi di Piacenza città trovo elementi da dipingere. Ai Giardini Margherita, vicino alla stazione, per esempio, ma soprattutto all’orto-frutteto di Santa Maria di Campagna dove insieme a degli amici coltivo un piccolo orto. In questi giorni è poco vivibile perché sembra di stare in Cambogia, ma in genere è una piccola oasi preziosa per la città».
Cincia bigia su cedro atlantico Acquerello su carta di cotone, cm 30X30. Opera (di Silvia Molinari) per Gardenia magazine
Cincia bigia su cedro atlantico Acquerello su carta di cotone, cm 30X30. Opera (di Silvia Molinari) per Gardenia magazine
«Le persone amano soprattutto la primavera con il suo risveglio e i suoi colori, a me non dispiace affatto anche l’autunno con i suoi paesaggi romantici e i suoi colori caldi e anche l’inverno che mostra l’essenzialità delle cose, la resilienza, come il semplice fusto di un albero con i suoi rami spogli» svela Molinari. La tecnica adoperata (come mostrano le immagini) è l’acquerello su carta, in genere su fogli di piccole dimensioni mantenendo una certa fedeltà al reale. Nell’opera con le foglie del ginkgo è rappresentato il ramo dell’albero ripiegato a simboleggiare il tempo circolare, il tempo che ritorna, quello delle stagioni. «Gli alberi o le parti di essi che dipingo – conclude la pittrice - sono del piacentino. Al ginkgo biloba sono affezionata in modo particolare perché sta nel giardino dei miei genitori in Val d’Arda e sono cresciuta giocandoci intorno». Collaboratrice della rivista Gardenia, la prossima primavera Molinari ha in agenda una mostra personale alla prestigiosa Galleria Salamon di via San Damiano a Milano dove già espone le sue opere naturalistiche insieme ad altri artisti.