La solidarietà ai commercianti nel Natale senza ponte
A Pontenure l'associazione Tribulon ha organizzato il consueto pranzo di fine anno in uno dei locali penalizzati, lo storico bar ristorante Gianpino
Cristina Maserati
|3 mesi fa

Un momento del pranzo solidale- © Libertà/Cristina Maserati
Se il periodo delle feste è uno dei più attesi e cruciali dell’anno per chi ha un’attività commerciale, per i commercianti di Pontenure e Montale quello 2025 è anche carico di pesanti incognite. La chiusura del ponte sul Nure ha determinato una sensibile riduzione del passaggio e della sua inevitabile funzione pubblicitaria: la Via Emilia da veicolo di quotidiane “visualizzazioni” si è trasformata in un’arteria deserta e silenziosa nell’ultimo tratto a ridosso del ponte, sia dal lato piacentino che da quello pontenurese.
In questi tre mesi i commercianti e le attività produttive si sono attivati in vario modo, con eventi pensati per attrarre visitatori, ma anche con un lavoro di sensibilizzazione che ha coinvolto l’opinione pubblica, le istituzioni e le associazioni di categoria sui disagi che gli imprenditori sono chiamati a sopportare.
In questi giorni anche l’associazione Tribulon ha fatto proprio l’appello e risposto con un’iniziativa di sostegno concreto: ha organizzato il consueto pranzo di fine anno con lo scambio di auguri in uno dei locali penalizzati dalla chiusura del ponte. È nato così il “pranzo di solidarietà” presso il bar ristorante Gianpino, storico locale che da oltre mezzo secolo prepara colazioni ai viaggiatori in transito, pranzi di lavoro e aperitivi.

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