Osservatorio Cgil, a Piacenza occupati a più 3,2% ma troppo precariato
Presentati i dati del16esimo Osservatorio sull'economia e il lavoro in provincia di Piacenza a cura dell'Istituto Ricerche Economiche Sociali. In media l'uomo guadagna 30 euro in più della donna
Gabriele Faravelli
|1 mese fa

Da sinistra Mattia Motta e Ivo Bussacchini- © Libertà/Gabriele Faravelli
Il lavoro c'è ed è in aumento, ma è ancora troppo legato a una condizione di precariato e di salari bassi che rende difficile arrivare alla fine del mese, specialmente per i giovani e le donne. Per queste ultime poi le cose si fanno più complicate a causa di un "gender pay gap" che è ormai un fenomeno culturale da combattere. Sono queste le criticità maggiori riscontrate dalla Cgil grazie al 16esimo Osservatorio sull'economia e il lavoro in provincia di Piacenza a cura dell'Istituto Ricerche Economiche Sociali dell'Emilia Romagna.
Al 1° gennaio 2025 sono 288mila 187 gli abitanti della provincia di Piacenza, di questi gli occupati risultano essere 133mila 754 con un aumento del 3,2 % rispetto all'anno precedente quando erano 129mila 595. Tutto bene quindi? Non proprio, secondo Ivo Bussacchini «rimane il tasto dolente che è troppo spesso frammentato, povero, con part time molto diffusi tra i giovani, e che da un punto di vista economico non è soddisfacente». Altro aspetto è la differenza di retribuzioni esistente tra uomini e donne, i primi guadagnano circa 30 euro in più. «Questo problema purtroppo è ancora più lampante - ha spiegato Bussacchini - se guardiamo orari di lavoro e impegni osserviamo che a parità di numeri c'è effettivamente una retribuzione diversa e che spesso non è data da un contratto ma che è proprio in mano alle imprese».
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