Violenza sulle donne, nel Piacentino 21 posti letto attivati nelle case rifugio
Redazione Online
|1 anno fa

“Ci sono frasi che sono come schiaffi. Mortificano, umiliano, isolano, disorientano e minano l’autostima delle donne. Non sono solo parole, è violenza psicologica. Fermiamola prima che sia tardi. Contatta i centri per uomini maltrattanti per farti aiutare. Un’altra vita è possibile”. Lunedì 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
L’ente regionale fa sapere che in tutta l’Emilia-Romagna sono 23 i centri antiviolenza e 56 case rifugio. In provincia di Piacenza sono due le case rifugio con in totale 17 posti letto autorizzati e 21 effettivamente attivati. Tutti i dati sul sistema di servizi dedicato alle donne vittime di violenza si possono consultare nel rapporto regionale sulla violenza di genere.

“La Regione – si legge nella nota – conferma il proprio impegno a fianco delle donne. Grazie anche alle risorse in arrivo per i 23 centri antiviolenza e le 56 case rifugio attive in Emilia-Romagna: 3,4 milioni che si aggiungono ai 9,5 stanziati a partire dal 2020. Risorse provenienti dal Fondo nazionale per le politiche sui diritti e le pari opportunità, che in questi giorni la Regione sta trasferendo ai Comuni e alle Unioni dei Comuni. Ulteriori risorse per quasi 112mila euro sono state assegnate all’Emilia-Romagna per sostenere l’attività dei 14 centri per uomini autori di violenza”.

“In Emilia-Romagna le donne non sono sole. Quando scelgono di chiedere aiuto, sono tante le realtà attive sul territorio pronte ad accoglierle e sostenerle. Una rete di servizi consolidata, che funziona e che ogni giorno coinvolge Centri antiviolenza, Comuni, Terzo Settore, Aziende sanitarie locali- hanno sottolineato la presidente della Regione facente funzioni, Irene Priolo, e l’assessora regionale alle Pari opportunità, Barbara Lori -. Alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, crediamo sia giusto ricordare che il contrasto alla violenza di genere riguarda tutte e tutti. La piaga dei femminicidi è solo la manifestazione più drammatica, di una violenza contro le donne che rappresenta una vera e propria emergenza sociale che va riconosciuta, denunciata e combattuta insieme, agendo innanzitutto sul piano culturale. Non ci sono alternative”.

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