Pranzo alla Caritas, Lorenzo e Claudia: "Il nostro Natale donato a chi ha bisogno"
Redazione Online
|1 anno fa

Un Natale diverso, lontano dalle tradizionali cene familiari, ma ricco di calore umano e speranza. Questo è stato il Natale vissuto oggi, 25 dicembre, alla Caritas di Piacenza, dove è stato servizio il pranzo a 130 persone in difficoltà, grazie al lavoro di 22 volontari che hanno reso l’atmosfera speciale. Tra loro, spicca la scelta di una coppia, Lorenzo e Claudia, che ha deciso di trascorrere la giornata di festa in modo alternativo: invece di sedersi a tavola con i propri cari, i due fidanzati hanno scelto di fare un gesto concreto di solidarietà, aiutando a preparare le tavole e servire i piatti a chi ha bisogno.
La sala della Caritas, addobbata con calore, ha accolto i commensali. Per molti di loro, il pranzo di Natale rappresenta una delle rare occasioni per vivere la festa in compagnia e con un pasto caldo. Il clima di comunità e accoglienza ha permeato l’intero evento, con i tavoli disposti in modo tale da favorire l’interazione tra le persone, un gesto che ha voluto sottolineare l’importanza della condivisione.
Lorenzo e Claudia hanno scelto di fare volontariato in questo giorno speciale per un motivo semplice ma profondo: “Volevamo dare qualcosa di nostro, qualcosa che andasse oltre i regali materiali. Vedere la gioia e l’emozione di chi arriva senza molte certezze e sa che qui troverà un pasto caldo e qualcuno che lo ascolta, è stato davvero significativo”, hanno spiegato.
La giornata si è conclusa con un sorriso, un abbraccio e la promessa di continuare a camminare insieme, perché, come ha detto uno dei volontari, “ogni piccola azione di generosità può fare la differenza per chi è in difficoltà”.
MENSA CARITAS PIACENZA LE STORIE DEI VOLONTARI
C’è chi era medico: poi la vita fa dei giri strani, gli anni passano e ci si ritrova alla mensa della fraternità di Caritas il giorno di Natale. C’è chi invece ha vissuto una vita in Liguria e aveva un lavoro come assistente anziani: poi il lavoro se ne è andato, oggi c’è a spot e arrivare a fine mese è più difficile: così il 25 dicembre si arriva in via San Vincenzo per trovare un piatto di anolini e anche un po’ di famiglia. Dietro ai 130 ospiti che quest’anno hanno letteralmente affollato la mensa della Caritas – salutati anche dal vescovo Adriano Cevolotto e dal direttore di Caritas Mario Idda – ci sono storie tutte diverse: etichettarle come disagio o povertà sarebbe riduttivo, perché spesso c’è molto di più. Lo sanno bene i volontari che ogni anno decidono di passare qui il loro Natale, lavorando: c’è chi come Pinuccia e Silvano, gli irriducibili che da quasi trent’anni ogni 25 dicembre sono alla mensa, arriva alle sette del mattino per preparare tutto. C’è chi come Enrico lavorava in un albergo e da 24 anni si occupa della gestione della sala, “perché – spiega – a queste persone sia garantito un servizio eccezionale come quello che potrebbero trovare in un buon ristorante”. C’è chi come Claudia e Lorenzo ha deciso di trascorrere un Natale in coppia qua ad aiutare. C’è chi come Stefania nel resto dell’anno è impegnata nei diritti umani e ha pensato di non dimenticarli neppure a Natale. E poi c’è chi come Emilia Lodigiani da molti anni coordina tutta la squadra, conosce per nome ogni singolo ospite, lo accoglie come si accoglierebbe qualcuno a casa propria e e lo fa sentire al sicuro. In famiglia, anche per chi non ce l’ha o è lontana.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Viaggio tra gli espropriati della Statale 45 «Per un metro di asfalto una vita stravolta»
2.
Lulù, cucciola con soffio al cuore cerca famiglia: «Non può crescere in canile»
3.
Autovelox non localizzato in precedenza nulla la multa per passaggio con il rosso
4.
Com'era Piacenza 50 anni fa: le foto aeree della Regione







