Cani e gatti in ospedale, l'Ausl: «Non sempre è possibile»

Non tutti i reparti sono idonei per l’accesso degli amici a quattro zampe, vietato in Terapia intensiva, Oncologia, Neonatologia. Negli altri reparti servono appositi documenti

Elisabetta Paraboschi
|23 ore fa
Un amico a quattro zampe in ospedale - © Libertà
Un amico a quattro zampe in ospedale - © Libertà
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Un uomo si presenta in ospedale per una visita specialistica. Ad accompagnarlo è il suo cagnolino. «Mi dispiace, ma lui non può entrare». Il “lui” in questione è naturalmente l’amico a quattro zampe. È accaduto qualche giorno fa all’ospedale di Piacenza: il padrone non ha accolto bene la decisione di lasciare fuori il cagnolino. C’è però un regolamento stilato dall’Ausl sulla base di una direttiva regionale: cani e gatti possono entrare nei reparti (non in tutti) dell’ospedale, ma solo presentando alcuni documenti. In primis c’è un modulo di autorizzazione scaricabile dal sito dell’Ausl o distribuito all’Ufficio relazioni con il pubblico o in Direzione medica: proprio alla Direzione deve essere presentato con la copia di polizza assicurativa per danni contro terzi, una certificazione veterinaria recente che attesti il buono stato di salute (la validità del certificato è di 15 giorni) e una copia dell'iscrizione all'anagrafe canina.
«Il rilascio dell'autorizzazione – fanno sapere dall’Ausl – è subordinato alla valutazione delle condizioni cliniche del paziente ricoverato, la durata della degenza, le condizioni cliniche degli altri pazienti ricoverati nella stanza, che dovranno esprimere il proprio consenso. La Direzione medica, in caso di parere favorevole, rilascia l'autorizzazione in cui indica data, ora, luogo dell'incontro e percorso da seguire. Il giorno della visita occorre portare con sé il libretto sanitario aggiornato dell'animale e copia dell'autorizzazione».
Come si diceva non tutti i reparti sono idonei per l’accesso degli amici a quattro zampe: cani e gatti non entrano in Terapia intensiva, Oncologia, Neonatologia e dove ci sono pazienti in isolamento. Fanno eccezione i cani guida per persone con disabilità.
Questo vale per l’ingresso degli animali in visita a pazienti ricoverati: ma per quelli al seguito di chi deve effettuare una visita specialistica? La normativa non dice nulla al riguardo, ma l’Ausl fa sapere in una nota che «siamo sempre disponibili a valutare casi specifici, con l’obiettivo di offrire ai pazienti il conforto dei loro animali, assicurando al contempo un ambiente sicuro per tutti».