Salvato con il defibrillatore, i tre cestisti: «Andremo a trovarlo»
«Non abbiamo ancora realizzato bene cosa sia successo - ammettono -, non sappiamo che parole usare. L’importante è che quell’uomo si riprenda il prima possibile»
Thomas Trenchi
|4 mesi fa

Stefano Carone e i fratelli Mattia e Filippo Alessandrini
«Non abbiamo ancora realizzato bene cosa sia successo, non sappiamo che parole usare. L’importante è che quell’uomo si riprenda il prima possibile». Lo raccontano con la semplicità di chi ha compiuto un gesto straordinario: i fratelli Mattia e Filippo Alessandrini, insieme a Stefano Carone, cestisti della squadra di basket di Calendasco, hanno salvato la vita a un 62enne colpito da malore mentre era in auto con la moglie, ferma a bordo strada in zona Cotrebbia. Il primo ad accorgersi della situazione è stato Stefano, 21 anni: »Stavo andando all’allenamento quando ho visto un’auto sbandare e quasi finire nel fosso. La moglie è scesa chiedendo aiuto: suo marito non stava bene. Gli ho slacciato la cintura, controllato i battiti e, con i miei amici, lo abbiamo tirato fuori dall’auto«. Filippo (23) e Mattia (21) hanno iniziato subito il massaggio cardiaco, alternandosi fino all’arrivo dei soccorsi. »Io e mio fratello abbiamo fatto il corso da bagnino – spiega Filippo – e in quel momento tutto ciò che avevamo imparato ci è servito«. Nel frattempo Stefano è corso a prendere un defibrillatore in un ristorante vicino: »Sapevo dove fosse e come usarlo, grazie a un corso fatto a scuola due anni fa«. »È fondamentale – aggiunge Filippo – essere preparati alle manovre di primo soccorso: può capitare a chiunque. Noi stavamo semplicemente andando ad allenarci».
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