La nuova sfida di Fumagalli: «Dirigente dai "vecchi" valori»

L’ex portiere di Fiorenzuola, Piacenza e Pro debutta come direttore generale dell'Alsenese: «Lanceremo tanti giovani»

Michele Rancati
Michele Rancati
|7 giorni fa
Fumagalli con il figlio Jacopo, in campo assieme con il Messina
Fumagalli con il figlio Jacopo, in campo assieme con il Messina
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Ermanno Fumagalli,  43 anni, quasi 750 gare con 16 maglie differenti, tra le quali quelle di Fiorenzuola, Piacenza e Pro, da poche settimane è il nuovo direttore generale dell'Alsenese del presidente Giulio Veneziani, neo-retrocessa in Prima categoria. «Ringrazio lui e tutta la dirigenza per la fiducia che hanno riposto in me - commenta “Fuma” - chissà se si aspettassero che accettassi con così tanto entusiasmo la loro proposta...a me piacciono le sfide, voglio sempre mettermi alla prova e credo che dopo tanti anni da giocatore fosse il momento giusto per iniziare una nuova carriera. Come sempre, lo faccio da basso: la gavetta non mi spaventa, mi sono sempre guadagnato tutto con il lavoro e l’impegno, con umiltà, ma anche determinazione».
Sinceramente, non vediamo un Fumagalli in giacca e cravatta dietro una scrivania.
«Ci mancherebbe altro, io sono e resto uno “da campo”, a cui piacciono il profumo dell’erba, la conoscenza diretta di tutti, le dinamiche dello spogliatoio. Diciamo che agli aspetti tecnici, affiancherò, anzi sto già affiancando, quelli organizzativi. Che sono numerosi e impegnativi. C’è tanto da fare, ma per ora mi piace tutto».
Tutto, tutto?
«Per quanto riguarda l’Alsenese, sì. In generale, io vengo da un calcio d’altri tempi, in cui certi valori, la meritocrazia in primis, erano innegoziabili. Oggi non è più così in molti posti, non invece vogliamo resistere».
Tuo figlio Jacopo, con cui avevi giocato nel Messina in Serie D, sarà uno dei punti di forza della rosa in campo. L’amico Orazio Millesi aiuterà invece mister Edo Guarnieri in panchina.
«Ho voluto entrambi, anche se potrebbero ambire a categorie superiori, proprio perché penso che possano trovarsi bene in questa Alsenese, grazie ai quei valori “antichi” di cui parlavo prima. Saranno parte del gruppo, che conta su “senatori” di cui ci fidiamo ciecamente e di giovani che godranno di grande attenzione. Nei prossimi anno vorremmo formarne e lanciarne molti, facendo le fortune dell’Alsenese e magari di squadre di categorie superiori».
Come vedi Piacenza e Fiorenzuola, imprigionate tra i dilettanti?
«Il Piace ha scelto l’allenatore migliore di tutti, credo che Franzini sia garanzia assoluta. I rossoneri hanno una società eccezionale alle spalle, quindi sapranno gestire al meglio la doppia retrocessione. Poi vincere è sempre difficile, ma le basi per fare bene sono solide per entrambe».
Il nuovo incarico ti permette di stare un po’ più a casa.
«Mi posso godere finalmente la famiglia, ma mi hanno subito messo sotto...Jessica e la sorella Desiré gestiscono tre centri estetici e ho iniziato ad aiutarle; Jacopo è grande, ma l’altra mia figlia, Ginevra, va scarrozzata in giro. Diciamo che ha una vita più regolare, anche se a una certa ora scatta puntuale il richiamo del campo».