Stanchezza cronica: il delicato equilibrio tra riposo, allenamento e alimentazione
Capita spesso, soprattutto a gennaio
Paola Miretta
|6 giorni fa

Capita spesso, soprattutto a gennaio:
ci si allena, si prova a mangiare meglio, si cerca di “ripartire”… eppure la stanchezza non passa. Anzi, a volte peggiora.
Quella che viene spesso etichettata come mancanza di motivazione è, in molti casi, una condizione di stanchezza cronica funzionale, ovvero uno stato di sovraccarico fisiologico in cui il corpo non riesce più a recuperare in modo efficace.
ci si allena, si prova a mangiare meglio, si cerca di “ripartire”… eppure la stanchezza non passa. Anzi, a volte peggiora.
Quella che viene spesso etichettata come mancanza di motivazione è, in molti casi, una condizione di stanchezza cronica funzionale, ovvero uno stato di sovraccarico fisiologico in cui il corpo non riesce più a recuperare in modo efficace.
Cos’è davvero la stanchezza cronica (dal punto di vista fisiologico)
La stanchezza cronica non è solo affaticamento muscolare. È una condizione complessa che coinvolge principalmente:
La stanchezza cronica non è solo affaticamento muscolare. È una condizione complessa che coinvolge principalmente:
• sistema nervoso centrale,
• asse ipotalamo–ipofisi–surrene (HPA),
• metabolismo energetico,
• qualità del sonno e recupero.
Quando lo stress (fisico, mentale o alimentare) supera la capacità di adattamento, il corpo entra in una modalità di allerta prolungata. Il risultato è una ridotta capacità di produrre energia efficiente, anche in assenza di sforzi intensi.
I segnali più comuni includono:
• stanchezza persistente non risolta dal riposo,
• calo della performance,
• difficoltà di concentrazione,
• sonno leggero o non ristoratore,
• fame irregolare, spesso nervosa,
• sensazione di “corpo pesante” anche a riposo.
In questo stato, forzare ulteriormente allenamento o restrizione calorica aggrava il problema.
Allenamento e stanchezza cronica: cosa fare (e cosa evitare)
Quando il sistema nervoso è affaticato, non tutti gli allenamenti sono uguali.
Allenamenti da limitare temporaneamente
• HIIT frequenti,
• allenamenti molto lattacidi,
• volumi elevati senza recupero,
• cardio ad alta intensità ripetuto,
• carichi massimali con recupero insufficiente.
Questi stimoli aumentano ulteriormente il carico sul sistema nervoso simpatico.
Allenamenti consigliati in fase di stanchezza cronica
Gli allenamenti ideali sono quelli che stimolano senza sovraccaricare:
Gli allenamenti ideali sono quelli che stimolano senza sovraccaricare:
• Pilates e Yoga (controllo, respirazione, core profondo),
• allenamento di forza a intensità moderata, con focus su tecnica e recuperi ampi,
• camminata a passo sostenuto o cardio a bassa intensità (zona aerobica),
• mobilità e lavoro fasciale,
• respirazione consapevole e lavoro posturale.
Questi stimoli favoriscono:
• miglior regolazione del sistema nervoso
• recupero neuromuscolare
• miglior utilizzo dell’ossigeno
• riduzione dell’infiammazione sistemica
Allenarsi in questa fase non significa fermarsi, ma cambiare qualità dello stimolo.
Quando il riposo “non basta”: come riconoscerlo
Molte persone dicono: “Riposo, ma non recupero”. Questo accade quando il riposo è solo passivo, ma non rigenerante.
Molte persone dicono: “Riposo, ma non recupero”. Questo accade quando il riposo è solo passivo, ma non rigenerante.
Segnali che il riposo non è sufficiente:
• svegliarsi già stanchi,
• sonno frammentato,
• difficoltà ad addormentarsi,
• rigidità mattutina persistente,
• frequente bisogno di stimolanti (caffè, zuccheri).
In questi casi non serve “riposo in più”, ma riposo migliore.
Riposo di qualità: come favorirlo davvero
Il recupero efficace è un processo attivo, non casuale.
Le strategie più utili includono:
Il recupero efficace è un processo attivo, non casuale.
Le strategie più utili includono:
• orari di sonno regolari,
• riduzione degli stimoli serali (luci, schermi, allenamenti intensi),
• routine di decompressione (stretching dolce, respirazione),
• esposizione alla luce naturale al mattino,
• allenamenti svolti correttamente nella giornata (evitare la sera tardi per allenamenti intensi).
Il sistema nervoso recupera quando riceve segnali di sicurezza, non solo quando “si ferma”.
Alimentazione anti-stanchezza: nutrire l’energia
In presenza di stanchezza cronica, l’alimentazione non deve essere restrittiva, ma sostenitiva.
In presenza di stanchezza cronica, l’alimentazione non deve essere restrittiva, ma sostenitiva.
Principi nutrizionali fondamentali
• pasti regolari, per stabilizzare la glicemia,
• adeguato apporto di carboidrati complessi, fondamentali per il sistema nervoso,
• proteine sufficienti, per il recupero muscolare e neurotrasmettitoriale,
• grassi buoni, per l’equilibrio ormonale.
Alimenti utili contro la stanchezza
• cereali integrali e pseudocereali
• uova
• yogurt e latticini di qualità
• legumi
• frutta secca e semi
• verdure a foglia verde
• frutta fresca (in particolare ricca di vitamina C)
Micronutrienti chiave:
• magnesio → funzione neuromuscolare
• vitamine del gruppo B → metabolismo energetico
• vitamina D → tono muscolare e immunità
• ferro (soprattutto nelle donne)
Allenarsi senza mangiare abbastanza è uno dei motivi principali per cui la stanchezza diventa cronica.
Ritrovare l’equilibrio: la vera strategia
Uscire dalla stanchezza cronica non significa fare di più, ma fare meglio e con coerenza. Ridurre temporaneamente l’intensità, migliorare la qualità del movimento, dormire meglio e nutrire davvero il corpo crea le condizioni per il recupero. Il corpo ha una grande capacità di adattamento, se messo nelle condizioni giuste.
La stanchezza cronica non è pigrizia né mancanza di forza di volontà. È un segnale fisiologico che chiede riequilibrio.
Allenamento, riposo e alimentazione non sono elementi separati, ma parti dello stesso sistema. Quando tornano a lavorare insieme, l’energia ritorna — stabile, profonda, sostenibile. Allenarsi bene non significa spingersi oltre. Significa sostenere il corpo nel modo giusto.
Uscire dalla stanchezza cronica non significa fare di più, ma fare meglio e con coerenza. Ridurre temporaneamente l’intensità, migliorare la qualità del movimento, dormire meglio e nutrire davvero il corpo crea le condizioni per il recupero. Il corpo ha una grande capacità di adattamento, se messo nelle condizioni giuste.
La stanchezza cronica non è pigrizia né mancanza di forza di volontà. È un segnale fisiologico che chiede riequilibrio.
Allenamento, riposo e alimentazione non sono elementi separati, ma parti dello stesso sistema. Quando tornano a lavorare insieme, l’energia ritorna — stabile, profonda, sostenibile. Allenarsi bene non significa spingersi oltre. Significa sostenere il corpo nel modo giusto.

