Il teologo Salvarani: la Bibbia è un libro da maneggiare con cura
Ospite alla Giornata del dialogo tra ebrei e cristiani. «Servono formazione e conoscenza, sennò prevalgono i fondamentalismi»

Federico Frighi
|1 mese fa

«La Bibbia è un libro da maneggiare con cura, ne va data una lettura storico-critica; diversamente le si fa dire esattamente il contrario di quello che la Bibbia vuol dire e diventa pericoloso». Il teologo Brunetto Salvarani è molto chiaro di fronte alla platea della Giornata del dialogo tra cattolici ed ebrei riunita in gran numero - lo scorso sabato pomeriggio - nell’aula magna del seminario di via Scalabrini. Parla del dialogo tra cristiani ed ebrei come di «un percorso difficile anche per Dio», prendendo in prestito la definizione di Paolo De Benedetti (teologo e biblista). Il quale chiamava questo dialogo «un balbettio necessario».
Necessario perché - e qui Salvarani cita il teologo evangelico Karl Barth - «senza un recupero dei rapporti con Israele e l’ebraismo non può esserci un dialogo ecumenico». Onore alla Cei dunque che nel 1990, con una scelta strategica, pose la Giornata del dialogo tra cattolici ed ebrei appena prima dell’inizio della Settimana per unità dei cristiani (attualmente in corso).

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