Val d'Arda: b&b nella dimora storica, ma sconosciuto al fisco

La struttura, realizzata in una suggestiva location risalente al XV secolo, era pesente sui portali di settore dove vantava recensioni eccellenti, per lo più a cinque stelle

Redazione Online
|5 ore fa
Val d'Arda: b&b nella dimora storica, ma sconosciuto al fisco
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Un Bed and Breakfast abusivo della val d'Arda, realizzato all’interno di una suggestiva dimora storica risalente al XV secolo, è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Piacenza. Nonostante la totale assenza di autorizzazioni amministrative e di partita Iva, la struttura risultava ampiamente pubblicizzata sui principali portali di settore, quali Booking e Airbnb, dove vantava recensioni eccellenti, per lo più a cinque stelle. L’offerta turistica si presentava di elevato livello qualitativo: camere elegantemente arredate, una delle quali dotata di vasca idromassaggio, ambienti comuni impreziositi da un camino in pietra e servizi esclusivi quali escursioni a cavallo e attività di tiro con l’arco.
Gli approfondimenti delle Fiamme gialle hanno consentito di accertare come l’attività ricettiva fosse esercitata completamente “in nero”. Per eludere i controlli, la gestione era stata formalmente ricondotta a un circolo culturale, rivelatosi di fatto privo di reale operatività e utilizzato unicamente quale schermo per occultare lo svolgimento di un’attività ricettiva abusiva. Gli accertamenti hanno evidenziato come i corrispettivi, incassati tramite piattaforme online, non fossero accompagnati dall’emissione di fatture o ricevute fiscali, né dalla presentazione delle prescritte dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e dell’Iva.
L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle recenti innovazioni normative introdotte dal legislatore per contrastare l’evasione e l’abusivismo nel settore delle locazioni brevi e delle strutture ricettive. In particolare, è stato istituito il Codice Identificativo Nazionale (CIN), obbligatorio per tutte le unità immobiliari destinate a finalità turistiche, che consente una tracciabilità uniforme su tutto il territorio nazionale e facilita l’attività di controllo da parte delle autorità competenti. Parallelamente, sono stati rafforzati gli obblighi in capo agli intermediari e ai portali telematici, chiamati a operare quali sostituti d’imposta mediante l’applicazione di una ritenuta alla fonte sui canoni incassati.
Tali strumenti consentono un più efficace incrocio delle informazioni e una maggiore emersione dei redditi non dichiarati. L’intervento della Guardia di Finanza di Piacenza testimonia il costante impegno del Corpo nella tutela dell’economia legale e della concorrenza, con il duplice obiettivo di garantire condizioni di sicurezza e trasparenza per i turisti e di salvaguardare gli operatori onesti del settore turistico-alberghiero, penalizzati da fenomeni di abusivismo e concorrenza sleale che arrecano rilevanti danni all’erario e all’intero comparto economico locale.