Storie di voi, il giudice di boxe Ale Ratti: «Il peso delle decisioni ti rende più forte»

Arbitro di basket e giudice di pugilato, dallo sport ha imparato a vincere le proprie insicurezze

Marcello Tassi
Marcello Tassi
|1 giorno fa
Fisico da peso massimo e occhi gentili. Davanti al sacco da boxe i colpi arrivano ancora pesanti e precisi, anche se oggi Alessandro Ratti preferisce osservare e giudicare piuttosto che combattere. Un gigante gentile con tre passioni che lo accompagnano da una vita: il pugilato, la pallacanestro e l’arbitraggio. È il nuovo appuntamento con “Storie di voi”, in onda nelle edizioni del TGL delle 13.15 e 19.30 su Telelibertà (canale 76). Protagonista è Alessandro Ratti, arbitro di pallacanestro e giudice di pugilato, mondi diversi uniti dallo stesso valore: la responsabilità.
«Le decisioni ti mettono addosso una responsabilità incredibile» racconta indossando la divisa da giudice di boxe. «Da una tua scelta può dipendere il destino di una partita, di un giocatore o di un allenatore. È un peso, un macigno. Però imparare a gestirlo ti rende più forte anche nella vita».
Dietro questo ragazzone imponente si nasconde una storia che parte da lontano. «La passione per il pugilato è nata perché subivo bullismo. Avevo bisogno di sfogarmi, di reagire, di trovare fiducia in me stesso». Così sale per la prima volta sul ring. Debutta nel 2007 contro una selezione croata e da quel momento il pugilato diventa una compagna di viaggio lunga sedici anni. Sempre tra i pesi massimi, conquista tre titoli regionali e partecipa a due campionati italiani. L’altra grande passione arriva invece dal basket. È il 1999, Alessandro ha appena quindici anni quando incontra Maurizio Biggi, uno degli arbitri piacentini più importanti di sempre. «Mi convinse a provare. Mi fece da istruttore e nell’ottobre dello stesso anno debuttai come arbitro». Da allora non ha più smesso. Anzi, proprio il fischietto gli ha regalato qualcosa che va oltre lo sport. «L’arbitraggio mi ha dato tantissimo. Mi ha aiutato ad avere sicurezza in me stesso. Quando devi prendere decisioni davanti a tutti impari a fidarti delle tue capacità».
Oggi Alessandro continua a vivere entrambi i mondi, con lo stesso entusiasmo di quando era ragazzo. «Voglio continuare a farlo come passione. Mi permette di restare legato al pugilato, che è stato il mio mondo per diciassette anni. E ogni volta mi fa rivivere tutte le emozioni e le soddisfazioni del passato». Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivici a [email protected].