Basket, poesia e rock: coach Del Re è l'uomo Bees
L'allenatore dei valdardesi è stato ospite a Zona Sport su Telelibertà
Redazione Online
|1 settimana fa

Lo sguardo verso la telecamera è quello penetrante che ormai abbiamo imparato a riconoscere sulla panchina dei Bees. Così come l’inconfondibile accento livornese che caratterizza coach Marco Del Re, ospite di Zona Sport, la trasmissione condotta da Marcello Tassi e Selina Pozzi, in onda su Telelibertà.
Api di nuovo dolcissime come il miele dopo lo stop alla serie nera di otto sconfitte consecutive. Tenere la barra dritta all’interno di uno spogliatoio reduce da un periodo così difficile non è mai semplice. «Il lavoro quotidiano e costante è l’unico modo per ritrovare fiducia. Pretendere tanto senza farlo pesare, evitare di soffermarsi sulle sconfitte e correggere gli errori senza dimenticare di gratificare ciò che viene fatto bene» questa è la ricetta che guida l’approccio del tecnico toscano che è di stanza proprio a Fiorenzuola, a distanza dalle due figlie che hanno imparato a convivere con la modalità globetrotter in giro per l’Italia da papà. «La passione per il basket è da sempre fortissima - ha spiegato l’allenatore 51enne - anche se richiede sacrifici personali. Allenare ha tolto tempo da dedicare alle figlie, ma in questo senso la tecnologia aiuta a colmare le distanze».
Del Re confessa che la sua carriera in panchina proseguirà per almeno un paio d’anni ancora, «sempre con la stessa dedizione attuale, poi si vedrà. Con il trascorrere degli anni, sono cambiate anche le priorità. In passato, allenavo all’interno del vivaio e l’obiettivo principale era quello di allevare giovani talenti, aiutarli a raggiungere i loro sogni e accompagnarli nel percorso verso squadre di livello superiore. Oggi, con oltre venti anni di esperienza sulle spalle, a tutto ciò si aggiunge l’ovvio obiettivo dei risultati». Del Re, fuori dal rettangolo di gioco, cerca momenti di normalità: «Dopo gli allenamenti mi rilasso sul divano, ascoltando musica e, quando il tempo lo permette, mi concedo una birra. Anche la cucina è una passione, in particolare adoro cucinare il pesce». I riti prepartita, un tempo fondamentali, hanno ormai perso rilevanza.
Cos’ha spinto Del Re ad accettare la proposta di Fiorenzuola?: «E’ stata dettata soprattutto dal progetto: una società giovane con l’ambizione di ripartire da zero e migliorare rispetto alla stagione precedente che non si era conclusa nel migliore dei modi (retrocessione prima del ripescaggio, ndc). Ho avuto la possibilità di scegliere i giocatori da allenare, un privilegio raro e stimolante e ho trovato un club serio e ben strutturata, con la quale costruire un percorso solido». Accanto a tutto ciò, ci sono gli strumenti che lo aiutano a restare motivato nei momenti difficili. La poesia “If “ di Rudyard Kipling è il suo inno alla forza, mentre nel pre-partita la carica viene sempre da una colonna sonora immancabile: “Thunderstruck” degli AC/DC, che segna l’ultimo passo prima di scendere in campo.
«Se dovessi riassumere la mia carriera in due parole, direi sacrificio e passione; concetti che mi stanno guidando in questa avventura che vede ora una squadra in crescita. A dimostrazione di come nel basket, come nella vita, il successo nasce dal lavoro quotidiano e dalla cura di ogni singolo dettaglio».

