Il dolore e la carezza del vicebrigadiere. "Quel fratello in lacrime era anche il mio"
Redazione Online
|2 anni fa

Il vicebrigadiere Gianluca Silvestri si inginocchia e asciuga con le sue mani le lacrime di chi ha appena visto morire il fratello nell’acqua verde del fiume. Chi piange, seduto su un sasso sotto 40 gradi, è il fratello di Mohamed Toure, annegato mercoledì in Trebbia a Barberino. Una carezza sul viso, in troppo dolore.
Il fotografo Pietro Zangrandi, a distanza di rispetto, gli scatta una foto; viene pubblicata giovedì su Libertà nella cronaca della quinta vittima nel Trebbia in quaranta giorni. Fa il giro d’Italia l’umanità di una carezza che si incontra anche dove non te lo aspetti, nell’orrore di una vita che con i fratelli Toure era già stata sufficientemente crudele.
Silvestri è nato a Maddaloni, provincia di Caserta. A Bobbio è arrivato nel 2014. Una famiglia in divisa e il sogno, fin da bambino, di diventare carabiniere. “Non ho pensato sinceramente. Ho sentito solo tutto il dolore di un fratello che mi supplicava di fare qualcosa mentre non si poteva purtroppo fare più niente. Ho solo pensato ad abbracciarlo. Per noi ogni persona è uguale all’altra”.
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