Bobbio, inaugurati la nuova Radiologia e il CAU: Tac di ultima generazione e spazi completamente rinnovati

Il presidente della Regione Michele de Pascale: «Investire nella sanità di montagna significa garantire equità». Intervento da 1,8 milioni di euro. Intitolati l'ospedale a Giuseppe Colombetti e il reparto di Medicina a Franco Vergani

Redazione Online
|2 giorni fa
Bobbio, inaugurati la nuova Radiologia e il CAU: Tac di ultima generazione e spazi completamente rinnovati
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Un investimento da circa 1,8 milioni di euro, una Tac di ultima generazione, il Centro assistenza urgenza completamente rinnovato e nuovi spazi più funzionali per cittadini e operatori. Sono stati inaugurati oggi all'ospedale di Bobbio gli ambienti riqualificati della Radiologia e del CAU, già operativi dallo scorso giugno, alla presenza del presidente della Regione Michele de Pascale, della direttrice generale dell'Ausl di Piacenza Paola Bardasi, del direttore del distretto di Ponente Stefano Nani e del sindaco Roberto Pasquali.
La giornata è stata anche l'occasione per ricordare due figure storiche della sanità bobbiese: l'ospedale è stato intitolato al medico Giuseppe Colombetti, mentre il reparto di Medicina e Lungodegenza porta da oggi il nome di Franco Vergani.

Radiologia più moderna, arriva la nuova Tac

L'intervento ha interessato 655 metri quadrati, di cui 320 destinati alla Radiologia e 335 al Centro assistenza urgenza.
La nuova Radiologia dispone ora di sale diagnostiche completamente rinnovate, con ambienti dedicati a radiografie, ecografie, Moc e soprattutto alla nuova Tac, destinata a potenziare significativamente la capacità diagnostica dell'ospedale. L'obiettivo è permettere ai cittadini di effettuare esami sempre più complessi direttamente a Bobbio, evitando trasferimenti verso altri ospedali della provincia.

Cau sempre più punto di riferimento della vallata

Anche il Centro assistenza urgenza è stato completamente ripensato con nuovi ambulatori, spazi per l'osservazione dei pazienti, locali per il personale sanitario e un'area dedicata al Point of Care Testing, che consente di eseguire alcune analisi direttamente durante il percorso assistenziale.
I dati confermano la crescita costante del servizio: 245 accessi nel primo mese di attività, a dicembre 2023, 4.176 nel 2024, 4.823 nel 2025 e già 2.294 nei primi mesi del 2026. Numeri che testimoniano come il CAU sia diventato un riferimento sia per i residenti della Val Trebbia sia per i numerosi visitatori che frequentano il territorio durante la stagione estiva.

I prossimi cantieri

La direttrice generale Paola Bardasi ha ricordato che la riqualificazione dell'ospedale proseguirà nei prossimi mesi. A fine agosto partirà il secondo lotto della nuova Casa della Comunità, seguito dal terzo intervento a novembre, con conclusione prevista nella primavera del 2027.
Parallelamente continueranno gli interventi di miglioramento sismico, il consolidamento delle strutture, la realizzazione del nuovo corpo scale e il rifacimento della copertura dell'ospedale, mentre entro la fine dell'estate saranno completate la nuova mensa e, in autunno, le nuove camere ardenti. Previsto infine anche un parcheggio riservato ai dipendenti.
Soddisfatto il sindaco Roberto Pasquali, che ha parlato di «un riconoscimento importante per il ruolo dell'ospedale di Bobbio nella rete sanitaria provinciale», ringraziando l'Ausl per aver mantenuto gli impegni assunti e sottolineando il valore simbolico dell'intitolazione della struttura a Giuseppe Colombetti e del reparto di Medicina a Franco Vergani, due medici che hanno lasciato un segno profondo nella storia sanitaria della Val Trebbia.

«Generazione straordinaria di medici»

È stata Anna Colombetti, medico dell'Istituto dei Tumori di Milano, a far notare l’eredità del padre. «Siamo commossi perché questa intitolazione arriva dopo un percorso travagliato, dopo un periodo in cui abbiamo avuto la sensazione che l’ospedale fosse un po’ abbandonato», spiega. «Questi presidi devono essere potenziati, contro lo spopolamento. Non c’è niente di meglio di un ospedale per ancorare le persone al territorio. In quei tempi eroici, mio padre ha consentito alle donne di partorire per la prima volta in sicurezza, in ospedale e non più a casa. Con lui c’era una squadra pazzesca di infermieri. Tutta gente che voleva realizzare qualcosa di importante per la Valtrebbia».
Al quarto piano, dedicata a Franco Vergani c’è una bella targa - scoperta assieme al figlio Paolo - che ricorda un’altra figura amatissima dai bobbiesi. «Medico appassionato e competente, sempre disponibile con pazienti e famigliari», si legge. «Un esempio per le nuove generazioni che intraprendono la professione medica». E anche de Pascale ha voluto esprimere la sua riconoscenza per una «generazione straordinaria, tra gli anni Sessanta e Novanta, che ha costruito la sanità pubblica per tutti».