Via al processo per il primo dei sei poliziotti arrestati in aprile
Redazione Online
|12 anni fa

È partito questa mattina il processo all’ispettore superiore Claudio Anastasio, 46 anni, ex capo antidroga della questura di Piacenza, accusato a vario titolo di detenzione, trasporto e acquisto di droga ai fini di spaccio, favoreggiamento della prostituzione e falso.
Anastasio è l’unico dei sei poliziotti arrestati il 15 aprile scorso, nel corso della maxi inchiesta condotta dalla Procura di Piacenza, ad affrontare il processo pubblico con rito immediato, a differenza dei colleghi che saranno giudicati con rito abbreviato. L’ex dirigente della sezione antidroga oggi è comparso davanti al collegio, composto da tre giudici; l’udienza è stata rinviata al 19 novembre per il conferimento dell’incarico di trascrizione di più di 50 intercettazioni telefoniche al perito Angelo Busella.
In merito ad alcune di queste conversazioni si è espresso l’avvocato Piero Porciani, difensore di Anastasio: “E’ importante che tutte vengano recuperate e trascritte per fare chiarezza sulla posizione del mio assistito, per lui non è certo semplice trovarsi oggi dall’altra parte della barricata dopo tanti anni di servizio”. La difesa mira a dimostrare che Anastasio era un poliziotto esemplare e che riferiva tutte le proprie attività di indagine ai suoi superiori.
Anastasio è l’unico dei sei poliziotti arrestati il 15 aprile scorso, nel corso della maxi inchiesta condotta dalla Procura di Piacenza, ad affrontare il processo pubblico con rito immediato, a differenza dei colleghi che saranno giudicati con rito abbreviato. L’ex dirigente della sezione antidroga oggi è comparso davanti al collegio, composto da tre giudici; l’udienza è stata rinviata al 19 novembre per il conferimento dell’incarico di trascrizione di più di 50 intercettazioni telefoniche al perito Angelo Busella.
In merito ad alcune di queste conversazioni si è espresso l’avvocato Piero Porciani, difensore di Anastasio: “E’ importante che tutte vengano recuperate e trascritte per fare chiarezza sulla posizione del mio assistito, per lui non è certo semplice trovarsi oggi dall’altra parte della barricata dopo tanti anni di servizio”. La difesa mira a dimostrare che Anastasio era un poliziotto esemplare e che riferiva tutte le proprie attività di indagine ai suoi superiori.
L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore capo Salvatore Cappelleri con i pubblici ministeri Michela Versini e Antonio Colonna ed è stata condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo. L’attività di indagine era iniziata nell’ottobre dello scorso anno.
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