Con i militari di pattuglia reati in calo in stazione. Ora davanti alle scuole
Non solo via Roma: l’operazione “Strade sicure” si allarga a diversi istituti superiori
Thomas Trenchi
|10 mesi fa

Strade sicure
C’è una novità nell’operazione “Strade sicure” a Piacenza, avviata nel novembre 2023 per aumentare i controlli grazie alla collaborazione tra prefettura, forze dell’ordine ed esercito. Da alcune settimane, i militari presidiano anche l’uscita del polo scolastico di via IV Novembre, area frequentata ogni giorno da migliaia di giovani. La decisione è stata presa dal Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, dopo una valutazione sui punti più sensibili della città, già teatro in passato di risse e segnalazioni di spaccio.
Secondo il prefetto Paolo Ponta, l’obiettivo non è la repressione – che resta affidata alle forze di polizia – ma la deterrenza, "un effetto difficile da misurare ma fondamentale per la sicurezza percepita dai cittadini". I numeri indicano un impatto concreto: nei primi tre mesi del 2025 sono state identificate 844 persone, a fronte delle 356 del periodo novembre 2023-dicembre 2024. L’operazione è stata recentemente rimodulata: al mattino si concentrano i controlli nella zona della stazione e in via Abbadia, Mille e Pozzo; nel pomeriggio sul Facsal; mentre dalle 13.15 alle 14.30 è stato attivato un presidio fisso all’Isii Marconi. Di sera, il pattugliamento torna nell’area della stazione fino all’una di notte.
I dati sui reati mostrano una diminuzione in piazzale Marconi e ai giardini Margherita, passati da 96 nel 2023 a 81 nel 2024. Stabile invece il Facsal, con 36 episodi. Ponta indica "un calo generalizzato del 10 per cento dei reati nelle zone interessate dall’operazione a Piacenza". E rimarca che la presenza dei militari è "un punto di riferimento in più per i cittadini e un forte disincentivo per chi è intenzionato a commettere reati, attraverso un’attività dinamica".
L’operazione è confermata fino a fine 2025. "Abbiamo fiducia che il presidio militare possa continuare – dice il prefetto –. A meno che non si verifichino emergenze nazionali o internazionali che impongano cambiamenti, ci auguriamo che la presenza dell’esercito resti. La cosa ci fa piacere”.
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