“Zia” Anna e gli altri irriducibili: il nuoto dei master è una cosa seria
Sono circa una sessantina gli atleti “stagionati” uniti dalla passione. «E ora ci aspetta lo Stretto di Messina»
Thomas Trenchi
|9 mesi fa

Non è l’età che conta, ma l’energia che si mette in vasca. E quella di Anna Piccoli, 82 anni, è contagiosa. Per tutti è “zia”, il soprannome affettuoso che si è guadagnata nel gruppo Master della Canottieri Vittorino da Feltre. Un team di nuotatori “over”, sì, ma con lo spirito e la costanza degli atleti più giovani.
Piacentina, classe 1943, Anna è una colonna del gruppo. «Nuoto dal 1996, ho iniziato tardi, dopo i cinquant’anni, perché mi piaceva come sport. Non sono un’agonista, non ho la tecnica dei giovani, ma ci metto tutto il cuore». Dopo sessant’anni passati a gestire una lavanderia, oggi si divide tra il ruolo di nonna e le sue tre sedute di allenamento settimanali: «Mi piace l’acqua, la sensazione che mi dà, mi fa stare bene. A fine giugno andrò per la prima volta ai campionati nazionali a Riccione. È un’emozione».
Il gruppo Master della Vittorino conta una sessantina di iscritti, età media 50 anni. Tra loro c’è il capitano Roberto Mera, 59 anni, pasticcere: «Nuoto da quando ne avevo sei. Ho iniziato proprio qui, quando questa piscina non esisteva». C’è Maria Teresa Lambri, 62 anni: «In vasca siamo tutti uguali, anche se fuori siamo medici, notai, architetti… Questa è la nostra forza».
Ci sono poi storie di ritorni, come quella di Roberto Mazzocchi, 58 anni, ingegnere: «Negli anni ’80 nuotavo, poi ho smesso. Ho ripreso a 45 anni: è uno sport che si può fare da soli e ti fa stare bene». O come Daniela Tacchinardi, 61 anni: «Nuotavo da bambina, ho ricominciato qui tre anni fa. Il gruppo e gli allenamenti mi sono piaciuti subito. Chi ha nuotato, sente il richiamo del cloro».
A guidare il gruppo è Cristiano Zappa: «Allenare i master significa cambiare approccio. Il livello non è basso. Il gruppo è fondamentale. Gli allenamenti durano anche due ore, ci vogliono impegno e passione». Obiettivo prossimo? I Campionati italiani di Riccione. Ma non solo: «Ad agosto con altri dodici del gruppo attraverseremo lo Stretto di Messina – racconta Lambri –. Quattro chilometri in mare aperto. È un sogno che coltiviamo da anni. Ora è il momento giusto».
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