Carabiniere e partigiano, a teatro la vita di Araldi
Il comandante Paolo è stato ricordato con un evento al Teatro dei Filodrammatici
Elisabetta Paraboschi
|10 mesi fa

Chi fu il comandante Paolo, al secolo Alberto Araldi, fucilato dai fascisti nel febbraio del 1945? Il partigiano e carabiniere è stato ricordato con un evento organizzato al Teatro dei Filodrammatici dal comando provinciale dei carabinieri e da Isrec-Istituto di storia contemporanea di Piacenza con Teatro Gioco Vita, Archivio di Stato e Banca di Piacenza.
«Quella di Araldi è la rappresentazione di un impegno epico – spiega il comandante provinciale dei carabinieri Pierantonio Breda – spesso si cercano eroi lontani, ma tanti sono quelli che ebbero una parte attiva nel territorio».
A fargli eco anche il presidente dell’Isrec Pier Luigi Bersani: «In Araldi vediamo un mito della nostra Resistenza».
«Araldi era un partigiano, ma prima di tutto un carabiniere ossia un servitore dello Stato che ha seguito la sua coscienza» continua il prefetto Paolo Ponta.
Spazio poi alla storia: il giornalista Andrea Gallo racconta quella del maggiore Pasquale Infelisi, dimenticato e poi riscoperto con il suo coraggio a Macerata. Antonini invece parla delle resistenze di cui furono protagonisti i carabinieri a Piacenza: «Quella immediata all’annuncio dell’armistizio con Piacenza che resiste fino al 9 settembre – spiega – poi c’è quella degli internati militari negli stammlager e infine quella in montagna, portata avanti da figure come Paolo Araldi e Fausto Cossu».
La vicenda di Araldi è stata rappresentata dall’Erranti Teatro di Mila Boeri e David Remondini con Giulia Bertasi alla fisarmonica.
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