«Il nostro docufilm su Belinelli e l’Nba, storia di un talento nato in provincia»
La fiorenzuolana Elisa Guarnieri, manager degli sportivi, ha supervisionato la pellicola, da metà marzo al cinema
Donata Meneghelli
|14 ore fa

E' stata tra le prime a intuire che per promuovere un atleta la chiave è far conoscere la sua storia e non solo la performance sportiva. Elisa Guarnieri, fiorenzuolana, da 26 anni lavora nella comunicazione e nel management sportivi. Tra le sue ultime 'fatiche', il film documentario "The Basketball Dream - Marco Belinelli" (in uscita il 16, 17 e 18 marzo), dedicato alla vita del campione, suo cliente e amico dal 2010: tra i primi italiani selezionati dall'NBA, dopo l'esperienza negli States è tornato nella sua prima squadra, la Virtus Bologna, e da capitano l'ha condotta allo Scudetto. Poi, nell'agosto scorso, ha annunciato l'addio ai campi. Un ragazzo di provincia 'volato' nel sogno americano: una storia bella da raccontare, in cui, facendo le debite differenze, in tanti possono ritrovarsi.
Anche Elisa viene dalla provincia, da Fiorenzuola: qui nacque il suo sogno di bambina: diventare giornalista sportiva. Oggi si è fatta un nome nel settore del management e della comunicazione sportiva; nei suoi 26 anni di carriera ha incontrato atleti di caratura mondiale come Michael Jordan, Serena Williams, Kobe Bryant.
Lo sport Elisa lo ha respirato sin da piccola, praticando nuoto, tennis, sci. Dagli 8 ai 17 anni gioca a basket, nella squadra femminile del Fiorenzuola. Sempre nella sua città d'origine, segue da tifosa l'Us Fiorenzuola Calcio, ai tempi della serie C1: "Con le amiche andavamo a vedere gli allenamenti e seguivano le partite anche in trasferta. I giocatori avevano la nostra età: 17, 18, 19 anni. Con alcuni di loro, ancora ci sentiamo", racconta la Guarnieri.
Dopo la laurea in Economia all'Università di Parma, la presero per uno stage alla Nike che aveva sede a Reggio Emilia e a cui aveva dedicato la sua tesi, incentrata sulla pubblicità e il marketing. Resterà a lavorare per Nike per 20 anni, partecipando alla costruzione di importati campagne pubblicitarie, come l'iconica "The Secret Tournament", meglio conosciuta come La Gabbia, creata per i Mondiali del 2002. La serie di spot coinvolse 24 dei migliori calciatori al mondo, raggiunse milioni di persone e fu una rivoluzione nella storia del marketing. E intanto si realizzava un sogno. "Incontrai tutti i giocatori di serie A in quegli anni; feci esperienze che da ragazzina tifosa potevo solo sognare", ricorda oggi la Guarnieri.
Nel 2005 iniziò a seguire personalmente gli atleti, nel management sportivo: il primo cliente fu lo sciatore Giorgio Rocca, che la Guarnieri fece conoscere ben al di fuori dal territorio degli addetti ai lavori, coinvolgendolo in alcuni servizi de Le Iene con il Trio Medusa.
Oggi cura personalmente la comunicazione per Belinelli, per il giovane Simone Cerasuolo campione mondiale ed europeo dei 50 metri rana; per l'atleta paralimpica Monica Contrafatto, e per lo chef giapponese Yoji Tokuyoshi con la socia Alice Yamada.
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