Carini-Ponzanibbio, tandem vincente: «Un addio nel suo stile»
Parla lo storico allenatore della Vittorino che ha scoperto, allevato e lanciato il nuotatore piacentino prossimo al ritiro

Corrado Todeschi
|11 ore fa

Gianni Ponzanibbio e Giacomo Carini
Gianni Ponzanibbio quasi sorride circa le modalità di comunicazione utilizzate da Giacomo Carini per annunciare il suo addio al nuoto: «Queste cose vanno organizzate, ma va beh, lui è così, anche istintivo. Non pensate che sia il nuotatore che programma tutto quanto come un computer e che è solo veloce ad andare avanti e indietro in corsia. Carini è un talento puro che ha interpretato il nuoto alla maniera che piace a me».
Una maniera che ha dato vita a un connubio indissolubile, prima da tecnico e allievo, poi soltanto da amico autentico sul quale poter contare sempre. «Sì, c’era un rapporto che andava al di là delle gare e di tutto il resto - continua Ponzanibbio -. Siamo diventati grandi amici e sono stato molto orgoglioso di poterlo allenare da quando si presentò alla Vittorino da adolescente, fino al suo trasferimento a Verona».
Dopo essere stato avviato al nuoto alla Nino Bixio da bambino, Carini si è infatti presentato alla porta dei “cugini” biancorossi dove è evidentemente scoccata la scintilla: «Aveva già posto buone basi come giovanissimo nuotatore, noi alla Vitto siamo stati bravi a tirar fuori quel talento innato. Sì, era evidente che fosse “diverso”, proprio come accade nel calcio quando si nota un bambino che calcia un pallone tanto da elevarlo sopra alla media. Il fatto di aver trovato un contesto così favorevole, e parlo di rapporti umani, ha agevolato la sua esplosione e il suo sbarco nel nuoto che conta».

