Provvedimenti in arrivo per i due aggressori di Taugourdeau jr
La questura sta portando avanti gli approfondimenti. Il Piacenza: «Casi isolati, nostra tifoseria sana»

Michele Rancati
|11 ore fa

La questura di Piacenza ha individuato e sta analizzando la posizione dei due tifosi del Piacenza che ieri hanno aggredito il figlio del calciatore biancorosso Antony Taugourdeau al culmine della contestazione ai giocatori al termine della gara per contro il Pro Palazzolo. L'ipotesi di reato (percosse, in assenza di lesioni gravi) non è procedibile d'ufficio, ma con querela di parte, che sicuramente sarà presentata da Taugourdeau. Suo figlio sta bene, anche se ovviamente è rimasto colpito da quanto accaduto. La questura continua a lavorare per quanto di propria competenza, potrebbero arrivare provvedimenti amministrativi.
I due aggressori, a differenza di quanto ipotizzato ieri, non hanno l'abbonamento al Piacenza, che dunque non può ritiraglielo. Ma la società biancorossa ha ribadito una durissima posizione rispetto all'accaduto: «In riferimento e a conferma di quanto già comunicato nel pomeriggio di ieri e a tutela dell’immagine della società e di una tifoseria da sempre distante da certi comportamenti, il Piacenza Calcio desidera sottolineare che l’episodio di violenza ai danni del figlio minorenne di un calciatore biancorosso verificatosi al termine della partita di campionato tra Piacenza e Pro Palazzolo, è stato un caso isolato che ha visto coinvolte due persone che non possono e non devono essere in alcun modo associate né ai gruppi del tifo organizzato, né a tutti quei tifosi che vivono lo stadio come uno spazio di aggregazione sana e positiva. Il club informa inoltre che i soggetti responsabili dell’aggressione, due uomini non in possesso di abbonamento per le gare interne del Piacenza Calcio, sono stati individuati. La società continuerà a garantire la massima collaborazione alla questura di Piacenza al fine di consentire l’adozione dei provvedimenti necessari».
I due aggressori, a differenza di quanto ipotizzato ieri, non hanno l'abbonamento al Piacenza, che dunque non può ritiraglielo. Ma la società biancorossa ha ribadito una durissima posizione rispetto all'accaduto: «In riferimento e a conferma di quanto già comunicato nel pomeriggio di ieri e a tutela dell’immagine della società e di una tifoseria da sempre distante da certi comportamenti, il Piacenza Calcio desidera sottolineare che l’episodio di violenza ai danni del figlio minorenne di un calciatore biancorosso verificatosi al termine della partita di campionato tra Piacenza e Pro Palazzolo, è stato un caso isolato che ha visto coinvolte due persone che non possono e non devono essere in alcun modo associate né ai gruppi del tifo organizzato, né a tutti quei tifosi che vivono lo stadio come uno spazio di aggregazione sana e positiva. Il club informa inoltre che i soggetti responsabili dell’aggressione, due uomini non in possesso di abbonamento per le gare interne del Piacenza Calcio, sono stati individuati. La società continuerà a garantire la massima collaborazione alla questura di Piacenza al fine di consentire l’adozione dei provvedimenti necessari».

