Dadati sul "caso Taugourdeua jr": «Tolleranza zero»
L'assessore allo Sport dopo il parapiglia post Piacenza-Pro Palazzolo che ha visto coinvolto il figlio minorenne del calciatore
Redazione Online
|5 ore fa

«Serve tolleranza zero verso chi mette a rischio gli sforzi quotidiani di società, tecnici, famiglie e istituzioni che lavorano con impegno per garantire un ambiente sano e rispettoso, fondato sui valori autentici dello sport». E' il passaggio più significati dell'intervento dell'assessore allo Sport del Comune di Piacenza, Mario Dadati in merito alla vicenda di domenica 22 febbraio e che ha visto la tribuna del Garilli quale contesto di una pagina nera del campionato di Serie D 2025/2026. Il parapiglia del post gara in cui, stando alle ricostruzioni e anche alle immagini di alcuni video, il figlio del centrocampista francese Anthony Taugourdeau è stato vittima di un'aggressione da parte di due spettatori intenti a contestare la squadra dopo il ko con la Pro Palazzolo. «Desidero esprimere innanzitutto la mia più sincera solidarietà e la mia vicinanza umana al giovane aggredito, al padre e giocatore, e ai dirigenti della società biancorossa - dice Dadati -. Si tratta di un episodio gravissimo, che ferisce non solo le persone direttamente coinvolte, ma l’intera comunità piacentina. Comportamenti di questo tipo sono totalmente inaccettabili nella nostra città, e lo sono ancor di più quando avvengono all’interno degli impianti sportivi, che devono essere luoghi di gioco, di crescita e di divertimento. Spazi sicuri, dove i nostri ragazzi possano vivere lo sport come esperienza positiva, educativa e inclusiva. Ricordo che la società Piacenza Calcio, insieme al Comune e ad altre trenta realtà del territorio, ha sottoscritto la Carta dei Valori dello Sport, un impegno concreto a promuovere comportamenti coerenti con il rispetto, la lealtà e la non violenza. Odio e violenza non possono trovare posto né negli stadi né in alcun luogo della nostra comunità. I veri sostenitori si riconoscono nei momenti difficili. È troppo facile esserci quando si vince: l’amicizia e l’attaccamento autentico si misurano nella fatica, non nell’esaltazione. Per questo esorto i tifosi piacentini a stringersi attorno alla società e ai giocatori proprio ora, in questo momento complesso. Sarà un gesto di affetto vero, quello che conta davvero tra persone vere. Al giovane aggredito voglio dire che deve essere orgoglioso di suo padre, soprattutto di fronte a una brutalità tanto stupida quanto miope. La dignità con cui si affrontano certe prove vale più di qualsiasi risultato sportivo. Un abbraccio sincero va infine ai tanti tifosi onesti e appassionati del Piacenza Calcio, che sono stati offesi e feriti anche loro da comportamenti ignobili che nulla hanno a che vedere con lo sport e con la nostra comunità».

