Cagni al Farnese dopo la polemica con Adani: "Il mio calcio senza algoritmi..."
L'ex tecnico biancorosso protagonista di Generazione Z con la presentazione del suo libro "Ranget! CInquant'anni a imparare calcio"
Redazione Online
|5 ore fa

a generazione z
Nel pieno della tempesta del calcio iltaliano, il mai banale Gigi Cagni è stato protagonista oggi, mercoledì 8 aprile, di Generazione Z a Palazzo Farnese. Mauro Molinaroli a dettare i ritmi dell’appuntamento che ha coinvolto un centinaio di studenti degli istituti superiori cittadini. «Siamo stati inferiori sul piano della personalità che è anche uno dei limiti dei giovani che fanno parte dei principali vivai. Ed è chiaro: stiamo sbagliando qualcosa nel crescerli» ha detto l’ex allenatore del Piace anni ‘90 che, con il 75enne bresciano in panchina, raggiunse l’Olimpo della Serie A.
Cagni è ovviamente tornato sulla polemica a distanza con l’ex difensore Daniele Adani, commentatore tecnico che divide spesso con i suoi giudizi piuttosto netti: «Ancora troppi Gigi Cagni tra gli allenatori italiani» le parole del 51enne di Correggio nel corso di una diretta social durante un talk che sviscerava i mali del pallone nostrano dopo l’eliminazione mondiale in Bosnia.
La replica di Cagni è giunta sempre attraverso i canali digitali ed è stata durissima: «Quelli che ne sanno meno, sono quelli che parlano di più. Pensate che lo paghiamo… lo pago anch’io, perché è in Rai…» per uno scontro infuocato sul quale, nel suo blitz piacentino per la presentazione del libro "Rangét! Cinquant’anni a imparare calcio", ha utilizzato parole più soft.
«Siamo una generazione di allenatori ha lavorato bene sul campo e credo che il nostro modo di lavorare funzioni ancora oggi. Di sicuro non credo agli algoritmi applicati al pallone» ha detto il tecnico che ha guidato il Piacenza dalla panchina per ben 305 gare.
Prima dell’incontro con gli studenti dei licei sportivi oltre ad alcuni dell’Isii Marconi, Cagni, con la figlia Luisa e la nipotina si è regalato una visita ai Musei per ammirare il Tondo di Botticelli: «E’ un’emozione nell’emozione. Perché questo mi provoca sempre il ritorno a Piacenza» ha concluso Cagni prima di ripartire verso Genova.



