Il Certosa vince ancora, Fiorenzuola addio al sogno D

Playoff nazionali Eccellenza - I laziali bissano il successo dell’andata, finisce la stagione dei rossoneri

Corrado Todeschi
Corrado Todeschi
|41 minuti fa
Il pareggio di Antenucci©Libertà/Claudio Cavalli
Il pareggio di Antenucci©Libertà/Claudio Cavalli
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Si chiude la stagione 2025/2026 del Fiorenzuola. Dopo il ko di Roma, i valdardesi non riescono nell’impresa di ribaltare tutto al Pavesi: sarà dunque il Certosa ad affrontare la doppia finale che, in caso di successo, garantirebbe la promozione immediata in Serie D. Sotto a metà frazione dopo il gol di Vendemmia, al Fiorenzuola non è bastato il gol del pari di Antenucci per ridare verve ai valdardesi che hanno faticato al cospetto della rapida e organizzata formazione laziale che, nell’ultimo atto, sfiderà il Levico Terme. Nel secondo tempo, il 2-1 definitivo lo ha firmato Cannizzo al 9’ su azione d’angolo: frustrata così ulteriormente la difesa di casa, protagonista di una prestazione assai deludente. Ma a funzionare a scarto ridotto non è stata solo la retroguardia; con la sola eccezione di La Vigna, lucido fino al 90’, tutto il Fiore è rimasto sotto ai propri standard. Troppi i duelli individuali persi e così, per la Serie D, sarà necessario riprovare l’assalto allo “scudetto” nella prossima stagione, ancora con il confermato Nicolò Araldi in panchina.
Non ci sono state sorprese dell’ultim’ora da parte dell'esordiente mister parmense che, con Pertica ancora non al meglio e quindi in panchina, ha scelto di putare sulle incursioni a destra di Parisi, mentre davanti inamovibile il tandem Piro-Antenucci.
Il Fiorenzuola si è impossessato immediatamente del match e in un paio di circostanze è stata la tattica del fuorigioco a venire in soccorso dei romani, seguiti al Pavesi da un gruppetto di rumorosi appassionati addobbati di neroverde. Tifosi laziali che hanno trattenuto il fiato al 9’, quando da azione d’angolo Dellagiovanna, da due passi, ha calciato alto, sciupando così la prima palla gol di giornata. Identico scenario pochi istanti dopo con Zucchini protagonista: incornata sul fondo, ma rossoneri che hanno letteralmente invaso la metà campo ospite, con un ardore che ha lasciato zero spazio ai tentativi di alleggerimento della squadra di Russo in avanti. Persino eccessivo il forcing valdardese che, superato il primo quarto d’ora di arrembaggio, si è affievolito. Rischio enorme sul contropiede condotto da Di Domenicantonio al 17’ e non concretizzato da Vendemmia: destro in diagonale e gran risposta di Cantoni. Si è così aperta una nuova fase, con il Certosa più intraprendente e la mediana piacentina presa spesso e volentieri d’infilata. Al 20’ però, altra occasione alle ortiche: La Vigna, molto attivo, in verticale per Antenucci che ha mal calibrato un diagonale piuttosto agevole. Al 23’, la doccia gelida: ancora difesa troppo scoperta e situazione di superiorità numerica per gli attaccanti ospiti: prima risposta di Cantoni sul diagonale da sinistra di Bellante, nulla da fare sul tap-in di Vendemmia. Si è così aperto un nuovo match: Certosa nella condizione ideale di gestione del doppio vantaggio cumulativo, Fiorenzuola alle prese con una montagna da scalare nella calura del velodromo. Qualche minuto di smarrimento, dopodiché ci ha pensato Antenucci a scatenare l’entusiasmo fiorenzuolano: ennesimo cross arcuato da destra di Parisi e inzuccata complicatissima dell’ex Correggese che ha spedito beffardamente il pallone all’angolino lontano. Un gran gol da vero bomber. Il ritmo è rimasto molto alto nonostante il termometro ai livelli di guardia e nel finale di frazione il match si è incattivito dopo alcune scelte discutibili del direttore di gara prima del rientro negli spogliatoi sull’1-1 che regalerebbe la qualificazione al Certosa.
Intervallo movimentato: proprio l’arbitro ha accusato un lieve malore, probabilmente dovuto al gran caldo ma, dopo le cure del caso, è tornato al suo posto. Araldi invece ha spedito in doccia Morrone (prova anonima) e gettato nella mischia Postiglioni. E’ cambiato pochissimo e anzi, è stato il Certosa, al 5’, a disporre del pallone del definitivo ko: Bellante, in campo aperto a destra, ha trovato solo l’esterno della rete ma chance enorme. Fuori anche Pinelli e dentro Macchioni per ridare vigore alla corsia mancina, poco praticata nel corso del primo tempo. Nemmeno il tempo di trovare l’assetto ed ecco la svolta: calcio d’angolo da sinistra, inzuccata vincente di Cannizzo e per i rossoneri, di fatto, è calato il sipario sulla stagione. A metà ripresa, Araldi ha tentato la carta del modulo più offensivo, ma i frutti non sono stati quelli sperati: l’impresa non si è concretizzata e quando, poco prima della mezz’ora Antenucci ha spedito alle stelle un pallone che avrebbe meritato altro trattamento, è di fatto partita la festa che è stata tutta in salsa romana con il Certosa che è andato più volte a un passo dal 3-1 nella prateria piacentina e che ha rischiato a 4’ dalla fine, sul colpo di testa mal calibrato da due passi di Caradonna (alto) che avrebbe potuto regalare altro significato ai minuti conclusivi. In pieno recupero, Antenucci ha spedito il pallone ad accarezzare la traversa da posizione complicatissima: falliti tutti i generosi tentativi del Fiorenzuola di evitare quantomeno il ko nel giorno del congedo dal proprio pubblico.
Il tabellino
Ritorno semifinale nazionale playoff Eccellenza
Fiorenzuola-Certosa 1-2 (andata 0-1)
Fiorenzuola (3-5-2): Cantoni; Dellagiovanna (dal 18’ s.t. Caradonna), Benedetti, Zucchini; Parisi, Morrone (dal 1’ s.t. Postiglioni), La Vigna, Mata (dal 7’ s.t. Iori), Pinelli (dal 7’ s.t. Macchioni); Antenucci, Piro (dal 33’ s.t. Pertica). (Burigana, Borrelli, Bertelli, Novati). All. Araldi.
Certosa (4-3-3): Marini; Cannizzo, Ciuferri, Passiatore, Cannizzo; Bernardi (dal 6’ s.t. Sterpone), Buttaroni, Sganga (dal 46’ s.t. Battisti); De Domenicantonio (dal 43’ s.t. Marchizza), Vendemmia (dal 15’ s.t. Toncelli), Bellante (dal 36’ s.t. Tursi). (D’Angelo, Lattanzi, Censi, Grossi, Marchizza). All. Russo.
Arbitro: Manno di Torino (Fiera-Nigrelli, IV uomo Volpi).
Reti: Vendemmia al 23’ e Antenucci al 32’ p.t.; Cannizzo al 9’ s.t.