Voci e storie che arrivano da una Bologna in gran fermento
Radio Alice è il podcast targato RaiPlay Sound, scritto e narrato da Giudicissi con la direzione artistica di Borgnino
Claudia Labati
|21 ore fa

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Radio Alice avrebbe la mia età. Avrebbe dovuto passare attraverso la rivoluzione del mondo della comunicazione esattamente come ho dovuto fare io, studiando e imparando all’università per poi lavorarci e capendo infine che rimanere al passo significa anche non mollare mai, rimanendo fedeli ai metodi di sempre. E infatti oggi scrivo ancora sulla carta stampata, con immenso piacere. Credo che Radio Alice in realtà avesse già anticipato molte di queste evoluzioni da XXI secolo: era un luogo non solo fisico ma anche mentale in cui si cercavano i parlatori, non solo gli ascoltatori, come ben sottolinea Valerio Minnella, co-fondatore insieme a Franco “Bifo” Berardi e Patrizio Fariselli. Radio Alice sbocciò in una Bologna dove fioriva un incontro irripetibile: borghesi e proletari, studenti internazionali e ragazzi del Sud, dialetti che si intrecciavano con filosofia, dadaismo, avanguardie artistiche e musica sperimentale. Un caleidoscopio culturale che non si era mai visto prima. La radio acquistò una vita propria, tanto che la gente cominciò a chiamarla semplicemente Alice. Radio Alice fu “un fenomeno originale, caratterizzato dalla totale libertà di linguaggio, senza filtro”, come sottolinea la professoressa Marta Perrotta, anche se il movimento delle radio indipendenti era cominciato già nel ‘74. “Una radio di servizio che non assomigliava a nessuna radio di servizio”, dice Berardi.
Mezzo secolo fa, in una città emiliana pulsante di energia creativa, nasceva un’emittente che in appena dodici mesi sarebbe diventata l’emblema del movimento del ‘77. Un esperimento che riuscì a creare uno spazio dove potessero parlare anche coloro che solitamente non avevano microfono. E oggi quella voce ritorna, non solo attraverso la memoria storica, ma anche grazie alle tracce sonore che ha lasciato e che questo podcast ci regala, grazie anche alla struttura narrativa impeccabilmente scritta e narrata da Maria Antonietta Giudicissi. È una serie composta da sei puntate (di cui tre in arrivo) che parte dalle origini ovvero da quel 9 febbraio del 1976 in cui, da una soffitta in via del Pratello, andarono in onda le prime trasmissioni. Gesto poetico o azione politica? Entrambi, rispondono oggi i protagonisti intervistati: erano gli anni della liberalizzazione delle frequenze, dopo decenni di monopolio statale sulle onde radio, ma Alice si distinse da tutte le altre: libera, anarchica, visionaria. Questo podcast per RaiPlay Sound con la direzione artistica di Andrea Borgnino ha il grande valore di raccontare per la prima volta la storia di Radio Alice con uno strumento, il podcast appunto, molto vicino alla radio stessa.
Il sound design e le ricerche d’archivio sono a cura di Francesca Dal Cero, mentre l’editing e ulteriori ricerche archivistiche sono di Paola Manduca. Grazie alle voci dirette dei protagonisti dell’epoca e agli interventi critici della professoressa Marta Perrotta dell’Università Roma Tre e del filosofo Stefano Bonaga, il podcast ci accompagna dentro quel ‘77 bolognese, facendoci toccare con mano l’intensità di quell’esperienza che ha riscritto le regole della comunicazione radiofonica italiana. E poi ci sono le musiche originali, le registrazioni d’epoca: ascoltandole, Radio Alice risuona come cinquant’anni fa. Non possiamo fare a meno di percepire tutta la portata rivoluzionaria di questa esperienza unica e democratica, dove addirittura andava in onda il silenzio, portando con sé molti significati, ancora oggi attualissimi.

