Un biglietto sulle tombe fa tornare l’ascoltatore nel torrido agosto del ‘74
“Cronache Sepolte - L’Ultima Granita” è la prima miniserie di un progetto dedicato a storie sommerse dal tempo
Claudia Labati
|18 ore fa

Da quando Pablo Trincia lo ha citato a Gianluca Gazzoli nel videopodcast più famoso del momento BSMT, in molti ne hanno scritto e parlato. Finalmente sono riuscita ad ascoltarlo anch’io e davvero mi è piaciuto. Un podcast con uno stile tutto suo, molto décalé come direbbero i francesi, un po’ fuori dagli schemi. Cronache Sepolte - L’Ultima Granita è la prima miniserie di un progetto dedicato alle storie sommerse dal tempo e dalla memoria.
Parte da un evento casuale, una visita al cimitero di Bari: Onny Allegretti, passeggiando tra la sezione delle sepolture comunali, si imbatte per caso in cinque loculi consecutivi con lo stesso cognome- Pontrelli- e la stessa data di morte: l’11 agosto 1974. Vito Pontrelli, la moglie Katia Brattoli, i figli Isa, Beppe e il nonno Giuseppe erano a bordo della loro Fiat 127 verde, diretti a Padova per un pellegrinaggio, quando si scontrarono sulla statale 98 con un pullman di rientro da una gita ai laghi di Monticchio.
Nessuno della famiglia sopravvisse e ci fu anche un’unica vittima sul pullman . Come fare a trovare un parente o amico di quella famiglia sfortunata? Gaia Lavarra, coautrice della ricerca e del podcast, ha un’intuizione: lasciamo un biglietto sulle tombe con il nostro numero. Qualcuno chiamerà? Quelle cinque lapidi diventano il punto di partenza di un lavoro di ricerca lungo più di un anno e mezzo: giornali dell’epoca, fotografie, documenti e i ricordi di chi c’era vengono riportati in superficie uno a uno. Lo schema narrativo è impostato sul doppio binario: da un lato abbiamo i parenti della famiglia Pontrelli e dall’altro i superstiti della gita in pullman. Grazie alla voce di Onny sempre molto “giusta”, entriamo in punta di piedi nelle vite di ognuno di loro e senza rendercene conto ci catapultiamo in un giorno di agosto del 1974, tragicamente spensierato.
Se vi aspettate una serie crime morbosa e senza filtri, vi sbagliate: è scritto benissimo, la narrazione è a tratti addirittura poetica, il sound design è coinvolgente e punteggia alla perfezione le sensazioni che si provano durante l’ascolto. Il tutto con una dolce inflessione pugliese che definisce con precisione il contesto geografico della storia e regala anche momenti di inaspettata leggerezza. Un esempio perfetto di come la narrazione audio possa essere un ambiente estremamente creativo e prolifico, combinando un forte storytelling con un ritmo originale si ottengono podcast innovativi come in questo caso. Due piccole curiosità: Onny e Gaia dimostrano una maturità creativa notevole e sanno fare i social per i podcast come pochi: il 17 aprile 2026 hanno aperto lo spettacolo di Pablo Trincia “L’uomo sbagliato – un’inchiesta dal vivo” al Teatro Team, con un pezzo live de L’Ultima Granita (spettacolo che ha toccato anche Piacenza, al Teatro Politeama, già recensito sul nostro quotidiano). Una conferma ulteriore che questo progetto ha tutto per crescere. Seguiteli.

