Venerdì piacentini, prima serata con il botto | FOTO
Migliaia sono stati i cittadini che hanno riempito il cuore della città, soprattutto le due piazze principali
Gabriele Faravelli
|11 ore fa

foto Mauro Del Papa
Centro storico affollato di gente venerdì 19 giugno, dall'inizio della sera fino a notte fonda, per il primo appuntamento dei Venerdì Piacentini, serata che ha offerto decine di esibizioni musicali.
Migliaia sono stati i cittadini che hanno riempito il cuore della città, soprattutto le due piazze principali.
Migliaia sono stati i cittadini che hanno riempito il cuore della città, soprattutto le due piazze principali.
Un viaggio nella musica d'autore italiana, da Zucchero a Vecchioni, De Gregori, De Andrè, Dalla e tanti altri. La band “Quattro Amici al bar” ha aperto così l'edizione 2026 dei Venerdì Piacentini, con il concerto che ha riempito piazza Cavalli. Come già accaduto l'anno scorso, anche questa volta l'esibizione è servita per sostenere Amop – Associazione malato oncologico piacentino, attiva sul territorio dal 2002 e che dal 2023 ha costituito anche una Fondazione per portare avanti il suo nobile messaggio e i tanti progetti per le famiglie. «Dobbiamo ringraziare ancora una volta Mario Scaletti per questa bella serata, con la sua band si era già impegnato a favore di Amop – ha detto Luigi Cavanna, presidente della Fondazione – un evento che abbina musica e solidarietà, ricerca contro il cancro, aiuto ai malati e ai loro famigliari, un segnale davvero bello per Piacenza e che ci fa ben sperare per il futuro. La nostra realtà è concentrata sulla raccolta fondi per raccogliere fondi, da un lato per la ricerca e dall'altro per il sostegno ai malati e ai caregiver che se ne prendono cura. Ricordo che la sede di Piacenza dell'Amop ospita la Scuola Nazionale di Umanizzazione appoggiata dal Collegio Italiano dei Primari di Oncologia Medica per un programma che prevede appunto l'umanizzazione delle cure per i giovani oncologi. Vengono da tutto il Paese, da nord a sud, dalla Sardegna alla Sicilia per definire un programma di cure oncologiche più umane, e credo che questo sia il bellissimo simbolo di tutto ciò che ci rappresenta: ricerca e innovazione per le nuove cure, oltre che aiuto ai malati alle famiglie per un rapporto molto più umano».








