Sono stata ospite a sei matrimoni: tutti "scoppiati" tranne forse uno

Le coppie si sono lasciate, tradite, divise la casa, i figli e pure i beni in comune Poi uno si chiede come mai è rimasto single

Anna Morando
|21 ore fa
I Millennials e i matrimoni (altrui)
I Millennials e i matrimoni (altrui)
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Eccoci tornati a un nuovo appuntamento della vostra rubrica. Vostra perché siete voi che leggete, io mi limito a esporre pensieri e sensazioni di una trentacinquenne in crisi esistenziale.
E se non hai una crisi esistenziale di qualsiasi tipo, non rientri nella categoria millennials. Scommetto che ne stai passando una anche tu ponendoti mille domande, perché questo fa la nostra generazione: si chiede continuamente se sta facendo le scelte giuste, se avesse invece preso prima decisioni diverse dove sarebbe adesso, si sente sempre in ritardo su qualcosa e rispetto ad altri coetanei, si chiede come mai è ancora single, si domanda se il problema è lei/lui o gli altri.
Oggi voglio proprio concentrarmi su questo: le relazioni, amorose e non.
Siamo cresciuti, soprattutto osservando chi avevamo intorno, che ci faceva vedere come ‘avremmo dovuto’ aspettarci la vita: studio-lavoro-famiglia-pensione. Solo che nel mentre che vivevamo this-agi giornalieri, questo cammino che ci sembrava scontato e segnato, ci è scivolato via dalle mani.
Non per tutti, sia chiaro, c’è chi è felicemente sposato e ha figli. Ma ammettiamolo, siete davvero pochi.
Sono stata a 5/6 matrimoni
nella mia vita, quanti se ne salvano? Forse 1. Le altre coppie si sono: lasciate, tradite, lasciato figli in balia di week end alterati e divise casa e beni in comune.
Per quelli invece, come me, che sono ancora single, si è aperto un mondo fatto di red flags, casi umani, tanto disagio, comportamenti al limite della follia.
Se raccogliessi le vostre testimonianze, uscirebbe un libro comico. O un manuale di psichiatria.
Il motivo? Non si capisce bene. O per lo meno faccio fatica a capirlo.
Anche se credo che la pandemia abbia dato una sferzata al disagio che prima si celava all’interno della propria casa.
Che tipo di persone incontri? Narcisisti che vogliono solo divertirsi, ti amano, il giorno dopo ti ghostano ( Traduzione per i vintage che leggono ‘ diventano fantasmi’ e se fino al giorno prima ti promettevano amore eterno, si svegliano una mattina e decidono che è meglio non risponderti mai più e sparire), tu ci rimani male, cerchi di capire anche se non c’è molto da capire: hai dei problemi mentali seri. Inizia tutto con un like a una storia e finisce dallo psicologo.
Conoscere qualcuno è diventata un impresa titanica, un po’ come Hercules quando doveva combattere l’idra. Tagliava un testa e ne spuntavano altre tre. La stessa cosa accade con i casi umani: ne attrai uno, e ne spuntano altri tre, pronti a crearti qualche trauma.
E come si conosco le persone oggi? Tralasciando le app di incontri ( se ti iscrivi li, rimani single, ma almeno ti fai due risate), rimangono i social. Inizia con un like, Direct, Whatsapp e magari a un incontro. E dopo qualche tempo cadono gli altarini: ha 37 anni ma vive ancora con i suoi, hanno almeno un ex pazzo/pazza che stranamente ancora li cerca, si sono lasciati ma convivono ancora (si ma "niente di serio eh!"), si vedono ancora con l’ex perché condividono il cane o il gatto, vogliono una relazione stabile ma non vogliono impegnarsi, hanno relazioni aperte e si frequentano con 2/3 persone contemporaneamente.
Poi gli amici ti vengono a dire ‘"quando meno te l’aspetti arriva quello giusto", oppure "amati e poi arriva la persona giusta". Vorrei dire a tutte queste persone: non è così. Ho più probabilità di trovare 500 euro per strada che l’amore della mia vita.
Il problema nasce anche dall’educazione dei cartoni che guardavamo da piccoli: ci hanno illusi che esistesse il principe azzurro o la principessa. Peccato che la vita vera sia fatta da rospi e streghe malefiche.
E poi diciamolo: dopo una certa età e, se e molto tempo che sei single, stai bene da solo. Hai creato le tue routine e non è poi così male. Se qualcuno deve entrare nel tuo mondo, deve essere un plus, non una rottura che porta solo grane e pensieri.
Abbiamo imparato a darci rispetto, a non accontentarci, a non stare con una persona solo perché così ‘non stiamo da soli’. Ci amiamo, ci apprezziamo, sappiamo quanto valiamo e facciamo di tutto per difenderci.
Ma questo è solo il frutto dell’esperienze di traumi passati. Se sei ancora single e hai più di 35 anni sei un eroe. In fondo, non tutti gli eroi portano il mantello, giusto?