Romanzi che svelano la realtà e un memoriale su Mussolini
Da “Le cose che non diciamo” della Strout a “L’occupazione” della Ernaux, “È colpa mia...” della Sarfatti e “La giudice” di Davis e Patterson
Paola Torretta
|16 ore fa

Ogni romanzo è un’opera di fantasia eppure, tra le sue pagine, svela la realtà.
L’ultimo romanzo di Elisabeth Strout ha come protagonista Artie Dam, un uomo perbene. Professore di storia di 57 anni, premiato come insegnante dell’anno, è molto amato dagli studenti ed è anche bravo marito e padre amorevole. Ama la vela e vive nella provincia americana in una bella casa sulla costa del Massachussets. Leggendo lo immaginiamo, nelle sue scarpe da ginnastica nere e con i calzini bianchi, un po’ imbranato ma subito gli vogliamo bene. La vita di Artie ha tutte le caratteristiche per essere invidiabile ma, dopo un incidente in barca, tutto cambia. I silenzi, che spesso sfociano in litigi, si insinuano tra lui e la moglie. L’emergere di un vecchio segreto lo porta a riconsiderare tutta la sua vita. La gentilezza e la bontà non lo salvano più da un dolore che diventa sempre più profondo. La solitudine si accentua e non si riconosce nella realtà esterna che, dopo le elezioni del 2024, sta tragicamente cambiando. Il titolo, “Le cose che non diciamo”, suggerisce l’idea che una parte importante della vita si svolga al di fuori delle nostre parole.
L’ultimo romanzo di Elisabeth Strout ha come protagonista Artie Dam, un uomo perbene. Professore di storia di 57 anni, premiato come insegnante dell’anno, è molto amato dagli studenti ed è anche bravo marito e padre amorevole. Ama la vela e vive nella provincia americana in una bella casa sulla costa del Massachussets. Leggendo lo immaginiamo, nelle sue scarpe da ginnastica nere e con i calzini bianchi, un po’ imbranato ma subito gli vogliamo bene. La vita di Artie ha tutte le caratteristiche per essere invidiabile ma, dopo un incidente in barca, tutto cambia. I silenzi, che spesso sfociano in litigi, si insinuano tra lui e la moglie. L’emergere di un vecchio segreto lo porta a riconsiderare tutta la sua vita. La gentilezza e la bontà non lo salvano più da un dolore che diventa sempre più profondo. La solitudine si accentua e non si riconosce nella realtà esterna che, dopo le elezioni del 2024, sta tragicamente cambiando. Il titolo, “Le cose che non diciamo”, suggerisce l’idea che una parte importante della vita si svolga al di fuori delle nostre parole.

“La giudice” è il thriller giudiziario di una coppia inedita di autori: lui è James Patterson, scrittore più letto al mondo, impegnato a livello sociale nella battaglia per far leggere sempre di più adulti e ragazzi. Lei è Viola Davis, attrice e produttrice cinematografica di fama internazionale. Il romanzo è ambientato a Union Springs, in Alabama; la protagonista è Mary Stone, una stimata giudice afroamericana. Con fatica, fra forti tensioni razziali, si è costruita una posizione autorevole. Vive nella fattoria di famiglia dove organizza pasti per persone bisognose. È molto empatica nonostante la forte volontà di far sempre rispettare la giustizia. Il caso che scotta arriva alla sua aula: la dottoressa Bria Gaines viene accusata di aver praticato un aborto su Nova Jones, adolescente di 13 anni rimasta incinta dopo uno stupro. Molto apprezzata fino a quel momento dalla comunità, Bria Gaines ha agito per proteggere la ragazza da una gravidanza pericolosa sia fisicamente che psicologicamente. Ma la legge dell’Alabama vieta l’aborto e chi lo pratica rischia una pena gravissima. Il caso diventa mediatico, fa crescere la tensione in città, alimenta tensioni razziali con pressioni tali che rendono sempre più difficile per la giudice mantenere il controllo e avere equilibrio senza mettere a rischio la propria vita.

“L’occupazione” di Annie Ernaux è un libro scritto nel 2002, che esce solo ora in Italia. È un testo breve e molto potente che indaga uno dei sentimenti più difficili da ammettere: la gelosia. Il libro è il racconto di una discesa verso l’inferno. Al centro c’è, come in altri libri dell’autrice, una fase della sua esistenza e la scrittura.
La narratrice/autrice ha appena concluso una relazione di 6 anni con un trentenne. È stata lei a interrompere il rapporto. Quando viene a sapere che l’uomo ha incontrato un’altra donna e vuole vivere con lei, ha una reazione inaspettata. Dentro di lei cresce il sentimento di perdita. La sua mente viene letteralmente occupata da quella presenza. Chi è? Cosa fa? Quanti anni ha? Come si comporta con lui? Che cosa mai può avere più di lei? Il pensiero diventa fisso, fino alla perdita del controllo e della dignità. Sopra tutta la storia c’è la scrittura, questa meravigliosa abilità che, senza raccontare una trama avvincente, rende universale una piccola e totalizzante vicenda privata.
La narratrice/autrice ha appena concluso una relazione di 6 anni con un trentenne. È stata lei a interrompere il rapporto. Quando viene a sapere che l’uomo ha incontrato un’altra donna e vuole vivere con lei, ha una reazione inaspettata. Dentro di lei cresce il sentimento di perdita. La sua mente viene letteralmente occupata da quella presenza. Chi è? Cosa fa? Quanti anni ha? Come si comporta con lui? Che cosa mai può avere più di lei? Il pensiero diventa fisso, fino alla perdita del controllo e della dignità. Sopra tutta la storia c’è la scrittura, questa meravigliosa abilità che, senza raccontare una trama avvincente, rende universale una piccola e totalizzante vicenda privata.

L’ultimo libro di cui voglio parlare è il memoriale scritto nel 1947 da Margherita Sarfatti, amante, amica e consigliera di Mussolini; pubblicato solo ora in Italia. Il libro è stato scritto dopo tanti avvenimenti accaduti nella sua vita. Dopo la perdita dell’amato figlio Roberto al fronte, dopo la sua determinante collaborazione agli aspetti comunicativi e culturali del fascismo, dopo la pubblicazione del suo primo libro “Dux”, un miracolo di propaganda, dopo la fine della loro storia d’amore, dopo le leggi razziali che l’hanno costretta all’esilio e dopo la Seconda Guerra Mondiale e la fine del mondo che aveva contribuito a creare. Mussolini, trasformato dal potere e dal rapporto con Hitler, viene raccontato nei retroscena e, spietatamente, nel privato. “È colpa mia. Mussolini come l’ho conosciuto” è il titolo di una testimonianza importante e controversa, da leggere per capire se è un’ammissione di responsabilità, la ricerca di una assoluzione oppure un tentativo di difendersi da un progetto che aveva contribuito a creare che poi si è realizzato in maniera drammatica.

LA PAGELLA DI PT BOOKS
Autrice: Elisabeth Strout
Titolo: Le cose che non diciamo
Editore: Einaudi
Pagine 197
Prezzo: 19 euro
Voto: 10
Autrice: Elisabeth Strout
Titolo: Le cose che non diciamo
Editore: Einaudi
Pagine 197
Prezzo: 19 euro
Voto: 10
Autori: Viola Davis e James Patterson
Titolo: La giudice
Editore: Longanesi
Pagine: 395
Prezzo: 19,60 euro
Voto: 8
Titolo: La giudice
Editore: Longanesi
Pagine: 395
Prezzo: 19,60 euro
Voto: 8
Autrice: Annie Ernaux
Titolo: L'occupazione
Casa editrice: L'orma
Pagine: 74
Prezzo: 14 euro
Voto: 10
Titolo: L'occupazione
Casa editrice: L'orma
Pagine: 74
Prezzo: 14 euro
Voto: 10
Autrice: Margherita Sarfatti
Titolo: E' colpa mia. Mussolini come l'ho conosciuto
Editore: Paesi Edizioni
Pagine: 241
Prezzo: 20 euro
Voto: 8
Titolo: E' colpa mia. Mussolini come l'ho conosciuto
Editore: Paesi Edizioni
Pagine: 241
Prezzo: 20 euro
Voto: 8
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