Dal sogno di Satoshi Tajiri a icona pop mondiale: oggi si celebrano i 30 anni di Pokémon

Il franchise multimediale di Game Freak taglia un importante traguardo e non smette di stupire

Fabrizia Malgieri
|21 ore fa
Il logo che celebra i 30 anni del franchise
Il logo che celebra i 30 anni del franchise
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Il 27 febbraio 2026 rappresenta una data storica per gli appassionati videogiocatori di tutto il mondo, e questo è perché i Pokémon celebrano il loro 30° anniversario. Correva l’anno 1996 quando in Giappone sono stati pubblicati i primi videogiochi dedicati ai popolari “mostriciattoli tascabili”, dando vita a uno dei franchise più longevi e redditizi della storia dell’intrattenimento. Nati da una passione infantile del game designer giapponese Satoshi Tajiri, i Pokémon hanno saputo trasformarsi da semplice videogioco per Game Boy ad un fenomeno culturale di portata globale, capace di attraversare generazioni e media differenti: carte collezionabili, serie animate, film, gadget e competizioni ufficiali.
Come detto, l’idea dei Pokémon affonda le radici nell’infanzia di Tajiri: cresciuto in un sobborgo di Tokyo, da bambino Satoshi trascorreva interi pomeriggi tra campi e stagni a catturare insetti, collezionarli e catalogarli con precisione quasi scientifica. Un hobby molto popolare tra i bambini giapponesi, quello del collezionismo degli insetti, che valse a Tajiri il soprannome di “Dottor Insetti”. Con l’espansione urbana degli anni Settanta, però, quegli spazi verdi iniziarono progressivamente a scomparire; Tajiri intuì che le nuove generazioni non avrebbero più avuto l’opportunità di vivere quell’esperienza di scoperta e collezione, come quella vissuta da lui e i suoi coetanei con i piccoli insetti. L’incontro con i videogiochi – in particolare con “Space Invaders” – fece il resto: perché non ricreare quella magia attraverso uno schermo? Da quell’intuizione nacque un’idea semplice ma potentissima: catturare, collezionare e scambiare creature virtuali, piccoli mostriciattoli graziosi che potevano essere teneri compagni di viaggio.
La rarissima carta da gioco Pikachu illustrator, recentemente venduta ad oltre 16 milioni di dollari
La rarissima carta da gioco Pikachu illustrator, recentemente venduta ad oltre 16 milioni di dollari
Nei giochi, il giocatore veste i panni di un aspirante Allenatore Pokémon incaricato dal Professor Oak di completare il Pokédex, un’enciclopedia digitale che raccoglie informazioni su tutte le creature incontrate. Nei primi due capitoli i Pokémon da catturare erano 150, numero destinato a salire a ogni nuova generazione – oggi si contano un totale di 9 generazioni, l’ultima introdotta con “Pokémon Violetto” e “Pokémon Scarlatto” pubblicati su Nintendo Switch nell’autunno 2022. Le creature vengono affrontate in battaglia, indebolite e poi catturate tramite le celebri Sfere Poké. Oltre alla collezione dei “pocket-monster”, l’obiettivo del gioco è quello di sconfiggere i Capi-Palestra e diventare Campione della Lega Pokémon. Il debutto avvenne con Pokémon Rosso e Verde (arrivati in Occidente come Pokémon Rosso e Blu), che restano ancora oggi tra i capitoli più venduti della serie con le sue 31.3 milioni di copie (numeri che hanno permesso al titolo di conquistarsi il primato di videogioco più venduto su Game Boy, secondo il Guinness World Record).
Nel tempo il franchise ha raggiunto numeri impressionanti: centinaia di milioni di videogiochi venduti e un giro d’affari miliardario che lo colloca tra i marchi di intrattenimento più redditizi di sempre. E c’è una curiosità: il claim “Gotta catch’em all” (in italiano “Acchiappali tutti”) non è stato ideato in Giappone. In realtà, è nato come operazione di marketing al momento del lancio del brand in Giappone, e come testo della sigla del cartone animato dei Pokémon nel 1998. È stato concepito come equivalente diretto dello slogan giapponese “Pokémon Getto da ze!”, utilizzato per pubblicizzare il gioco originale e l’anime. Nonostante sia stato ampiamente utilizzato durante le prime due generazioni di giochi (dal 1998 al 2002), il claim è stato poi abbandonato a partire da “Pokémon Rubino/Zaffiro” – e questo perché era diventato funzionalmente impossibile catturare tutti i Pokémon in un singolo gioco. Quando si parla di Pokémon, il pensiero corre immediatamente a Pikachu, la mascotte ufficiale della serie. Il piccolo Pokémon elettrico è diventato un simbolo della cultura pop mondiale, anche grazie alla serie animata con protagonista Ash Ketchum. Curiosamente, Pikachu non è stato il primo Pokémon creato: secondo il designer Ken Sugimori, il primato spetta a Rhydon. Eppure, è stato il roditore giallo a conquistare il cuore del pubblico, diventando volto ufficiale del brand.
Pikachu, uno dei pokémon più amati
Pikachu, uno dei pokémon più amati
Nel 2001 persino lo Stato insulare di Niue ha dedicato a Pikachu una moneta commemorativa da un dollaro, segno di un successo capace di travalicare il mondo del gaming. Il fenomeno Pokémon non si limita al mondo dei videogiochi, e come molti sapranno esiste anche un Gioco di Carte Collezionabili (praticamente contemporaneo al lancio dei primi videogiochi), che ha prodotto alcuni dei pezzi più ambiti del mercato del collezionismo. Tra questi spicca la carta “Pikachu Illustrator”, distribuita in pochissimi esemplari alla fine degli anni Novanta come premio per un concorso di illustrazione in Giappone. Appena qualche giorno fa il noto YouTuber e wrestler Logan Paul ha battuto ogni record nel mercato delle carte collezionabili, vendendo la rarissima carta al prezzo di 16.492.000 dollari – quest’ultima diventata la più costosa mai battuta all’asta di sempre. Classificata come PSA 10 (“Carta in eccellenti condizioni), la mitica “Pikachu Illustrator” era stata acquistata da Paul nel 2021 per 5,28 milioni di dollari. Ad aggiudicarsela è stato AJ Scaramucci, figlio dell’ex direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Anthony Scaramucci, presente all’asta organizzata da Goldin. Esiste anche una versione in oro 24 carati di Pikachu, distribuita in edizione limitata tramite lotteria in Giappone nel 2018: un oggetto diventato rarissimo e ambitissimo.
A trent’anni dalla loro nascita, i Pokémon continuano a reinventarsi, conquistando nuove generazioni senza perdere i fan storici. Serie animate, nuovi videogiochi, tornei ufficiali e un mercato collezionistico in continua espansione dimostrano che quella scintilla accesa nel 1996 non si è mai spenta. Il 27 febbraio non è solo un anniversario: è la celebrazione di un universo narrativo che ha saputo trasformare un’idea nata tra stagni e insetti in uno dei fenomeni culturali più influenti degli ultimi decenni. E, a giudicare dall’entusiasmo che ancora li circonda, l’avventura dei Pokémon può dirsi tutt’altro che conclusa.
La schermata iniziale dei videogiochi Pokémon Rosso e Blu
La schermata iniziale dei videogiochi Pokémon Rosso e Blu