«Nucleare in mix con le rinnovabili, il futuro dell’Italia deve passare da lì»
INTERVISTA ALL'INGEGNERE GIUSEPPE BOLLA / L’ex capo centrale di Caorso dopo l’approvazione del disegno di legge riguardante l’energia dall’atomo
Filippo Lezoli
|14 ore fa

L'impianto nucleare a Zerbio di Caorso e nel riquadro l'ingegner Giuseppe Bolla
L’auspicio dell’ingegnere Giuseppe Bolla, già Capo centrale dell’impianto di Caorso e successivamente responsabile di tutte le centrali nucleari italiane, è che «finalmente l’Italia riprenda la strada dell’atomo». «Nel mondo sono già attive 413 centrali, 78 sono in costruzione, il nostro Paese è già rimasto indietro anche rispetto all’Europa» dice l’ingegnere, che sottolinea come tutti stiano riannodando le fila, e la filiera, dell’energia nucleare. «Anche se qualcuno non si è mai fermato, come la Cina, che costruisce da 3 a 5 centrali nucleari all’anno» afferma come esempio Bolla, 79 anni, che commenta positivamente l’approvazione in Parlamento del disegno di legge sul nucleare con 81 sì e 51 no, che nell’ottica del governo dovrebbe favorire l’indipendenza energetica.

