Andrea Delledonne, ricercatore: «Così ho vinto il premio Marie Curie»

Lavora in California, nei laboratori attrezzati dell’Università di Irvine e sta studiando alcuni meccanismi di reazione ad acqua

Valentina Paderni
|21 ore fa
Il gruppo di ricercatori con cui lavora Andrea Delledonne (terzo da sinistra, in piedi, con la maglietta bianca) all'Università della California ad Irvine
Il gruppo di ricercatori con cui lavora Andrea Delledonne (terzo da sinistra, in piedi, con la maglietta bianca) all'Università della California ad Irvine
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Il suo progetto ideato in un dipartimento di Scienze chimiche ha vinto il prestigioso bando europeo “Marie Sklodowska-Curie” per la ricerca d’eccellenza. Da luglio, lo scienziato Andrea Delledonne lavora in California, nei laboratori attrezzati dell’Università di Irvine a circa un’ora di auto da Los Angeles. Domenica festeggerà trent’anni e forse un po’ sente nostalgia di casa.
Cresciuto a Cortemaggiore, ha le idee chiare: «Voglio tornare in Italia e avere la possibilità di fare il ricercatore nel mio Paese, in accademia sarebbe ancora più bello». E mentre sogna un rientro, che dipenderà dal fatto che ad attenderlo ci sia un’attività professionale adeguatamente retribuita, resterà altri due anni in America, per vivere l’esperienza di post-dottorato finanziata con fondi europei ottenuti vincendo il premio intitolato alla scienziata polacca, Nobel per la fisica nel 1903.
Di cosa si sta occupando, per il suo ambizioso progetto di ricerca? «Sto studiando alcuni meccanismi di reazione ad acqua. Se solitamente le reazioni utilizzate per formulare farmaci, pesticidi, fertilizzanti, avvengono in solventi organici (derivati dal petrolio, infiammabili) negli ultimi vent’anni si è osservato che si può utilizzare come solvente anche l’acqua, sebbene al momento non sia molto efficiente come sistema e per svilupparlo richiederebbe un dispendio di risorse e di tempo che le aziende non possono permettersi. Motivo per cui non c’è lo stimolo ad implementare i processi di reazioni in acqua. La sfida, su cui ci stiamo concentrando, è quindi quella di utilizzare tecniche avanzate per capire come e in quali condizioni funzionino e velocizzarne lo sviluppo». 
Andrea Delledonne
Andrea Delledonne