Syd Barrett, geniale e tragico fondatore dei Pink Floyd. La sua eredità artistica è immensa
Nacque 80 anni fa e morì nel 2006. In ottobre la sua Cambridge gli dedicherà un concerto

Eleonora Bagarotti
|11 ore fa

Syd Barrett
Il prossimo 10 ottobre si terrà un concerto per celebrare la vita del leggendario Syd Barrett dei Pink Floyd nella sua città natale, Cambridge. L’occasione cadrà in un doppio anniversario: quest’anno Syd avrebbe infatti compiuto 80 anni (era nato il 6 gennaio 1946) e la sua morte è avvenuta vent’anni fa (il 7 luglio 2006). Tra coloro che lo omaggeranno spiccano giovani artisti: Kula Shaker, Soft Machine, Men on the Border, Diana Silveira & The Psychedelic Circus, Radhika e Pünk Floyd. Ma sono davvero tantissimi quelli che gli devono molto, a partire dagli stessi Pink Floyd (che Syd ha fondato).
La sorella di Barrett, Rosemary Breen, ha dichiarato: «Syd sarebbe felicissimo e onorato di sapere che la sua musica è ancora apprezzata». L’evento si terrà al Cambridge Corn Exchange, dove lui tenne la sua ultima esibizione dal vivo il 24 febbraio 1972.
Neil Jones, co-organizzatore dell’evento, ha affermato: «Ottant’anni dopo la sua nascita, l’influenza di Syd Barrett rimane più forte che mai. La sua musica, la sua creatività e la sua visione unica continuano a ispirare artisti e pubblico di ogni generazione».
E a queste parole, è davvero difficile aggiungere altro.
La sorella di Barrett, Rosemary Breen, ha dichiarato: «Syd sarebbe felicissimo e onorato di sapere che la sua musica è ancora apprezzata». L’evento si terrà al Cambridge Corn Exchange, dove lui tenne la sua ultima esibizione dal vivo il 24 febbraio 1972.
Neil Jones, co-organizzatore dell’evento, ha affermato: «Ottant’anni dopo la sua nascita, l’influenza di Syd Barrett rimane più forte che mai. La sua musica, la sua creatività e la sua visione unica continuano a ispirare artisti e pubblico di ogni generazione».
E a queste parole, è davvero difficile aggiungere altro.

L’artista geniale si è accompagnato, purtroppo, a un uomo in preda alle droghe, sino a giungere a una conclamata condizione di malattia mentale. E nonostante questo - Barrett è stato cantautore, chitarrista e polistrumentista nei Pink Floyd dal 1965 al 1968 - ha lasciato dietro di sé un’eredità importantissima per un’ampia gamma di generi ancora impensabili, prima di lui: l’alternative rock, l’acid rock, il proto-punk, l’indie, l’avanguardia...
Syd visse un graduale ritiro dalle scene - e, praticamente, dal mondo - dopo essere stato allontanato dal gruppo a causa del suo stato di alienazione dovuto all’uso di sostanze, ed in particolare di acidi quali l’Lsd.
Tentò una carriera solista, ma il progredire del suo stato mentale fece sì che anche questa terminasse, dopo eccessi di ogni tipo e sbalzi di umore in studio di registrazione. La sua breve esperienza con gli Stars non brillò. Nel 1972, Barrett chiuse il suo contratto con la Emi e ne firmò un altro in cui rinunciava agli interessi finanziari derivanti dalle future produzioni della band.
Syd visse un graduale ritiro dalle scene - e, praticamente, dal mondo - dopo essere stato allontanato dal gruppo a causa del suo stato di alienazione dovuto all’uso di sostanze, ed in particolare di acidi quali l’Lsd.
Tentò una carriera solista, ma il progredire del suo stato mentale fece sì che anche questa terminasse, dopo eccessi di ogni tipo e sbalzi di umore in studio di registrazione. La sua breve esperienza con gli Stars non brillò. Nel 1972, Barrett chiuse il suo contratto con la Emi e ne firmò un altro in cui rinunciava agli interessi finanziari derivanti dalle future produzioni della band.
Il 5 giugno 1975, nei famosi studi Emi di Abbey Road, i Pink Floyd stavano registrando “Wish you were here”. Aun certo punto, si accorsero della presenza di uno strano personaggio, completamente calvo e fortemente in sovrappeso, senza sopracciglia e con in mano una borsa della spesa. Si aggirava con aria distratta e, dopo un bel po’, David Gilmour lo riconobbe e disse agli altri, suscitando grande stupore: «È Syd».
Negli ultimi anni della sua vita, a Cambridge - dove era tornato a vivere con la madre, sino alla morte di quest’ultima - alcuni fan lo hanno avvistato da solo, il bicicletta, con aria assente. Non desiderava essere avvicinato, né rispondere a domande sui Pink Floyd. O, forse, non sarebbe nemmeno stato in grado di farlo.
Negli ultimi anni della sua vita, a Cambridge - dove era tornato a vivere con la madre, sino alla morte di quest’ultima - alcuni fan lo hanno avvistato da solo, il bicicletta, con aria assente. Non desiderava essere avvicinato, né rispondere a domande sui Pink Floyd. O, forse, non sarebbe nemmeno stato in grado di farlo.

Barrett viene tuttora chiamato il «Crazy Diamond» dei Pink Floyd e del rock e la definizione deriva dalla celebre Suite “Shine on You Crazy Diamond” del gruppo, pubblicata nel celebre album “Wish You Were Here” (1975) e dedicata proprio a lui.
L’affetto dei fan non è mai mancato, persino oggi, che lui non c’è più. Il legame con gli altri Pink Floyd, di cui si è molto scritto e discusso, in realtà era profondo, nonostante l’impossibilità, a un certo punto, di procedere il percorso musicale con lui (i concerti andavano sempre peggio e Syd era sempre più assente). Un fulgido esempio è stato quando in Italia, a Lucca, dopo pochi giorni dalla sua scomparsa, Roger Waters, durante un concerto, gli ha dedicato una struggente versione di “Wish you were here”.
L’affetto dei fan non è mai mancato, persino oggi, che lui non c’è più. Il legame con gli altri Pink Floyd, di cui si è molto scritto e discusso, in realtà era profondo, nonostante l’impossibilità, a un certo punto, di procedere il percorso musicale con lui (i concerti andavano sempre peggio e Syd era sempre più assente). Un fulgido esempio è stato quando in Italia, a Lucca, dopo pochi giorni dalla sua scomparsa, Roger Waters, durante un concerto, gli ha dedicato una struggente versione di “Wish you were here”.
A ripercorrere la vita artistica e le vicende umane di Syd Barrett ci sono anche molti libri, alcuni dei quali scritti e pubblicati in Italia, dove la stima per il musicista va di pari passo con l’enorme seguito che, da sempre, i Pink Floyd vantano nel nostro Paese.
Dalle varie narrazioni emerge come, tra le altre cose, Syd Barrett fosse affetto, dalla nascita, dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo ad alto funzionamento tipica di molti personaggi geniali (tra i quali Albert Einstein). Con l’utilizzo di droghe, questa sua condizione si aggravò sino a rendendo quasi completamente assente, forse anche a se stesso.
Per chi volesse approfondire la vita e l’arte di Syd Barrett segnaliamo, tra i tanti documentari, il bellissimo “Have you got it yet? La storia di Syd Barrett e dei Pink Floyd”, disponibile gratuitamente su varie piattaforme, anche in Italia. La sua storia meriterebbe un film, uno di quei biopic in grado non solo di raccontare il suo genio, ma anche la sua profonda e tragica umanità.
Dalle varie narrazioni emerge come, tra le altre cose, Syd Barrett fosse affetto, dalla nascita, dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo ad alto funzionamento tipica di molti personaggi geniali (tra i quali Albert Einstein). Con l’utilizzo di droghe, questa sua condizione si aggravò sino a rendendo quasi completamente assente, forse anche a se stesso.
Per chi volesse approfondire la vita e l’arte di Syd Barrett segnaliamo, tra i tanti documentari, il bellissimo “Have you got it yet? La storia di Syd Barrett e dei Pink Floyd”, disponibile gratuitamente su varie piattaforme, anche in Italia. La sua storia meriterebbe un film, uno di quei biopic in grado non solo di raccontare il suo genio, ma anche la sua profonda e tragica umanità.
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