Sotto Zero: «Ci promuoviamo anche facendo il porta a porta»

Ed ora per il duo formato da Andrea Zerbi e Adam Panizzari Michalski dopo il singolo “Tutto o niente” arriva un contratto con la Universal

Riccardo Foti
|10 ore fa
Il duo Sotto Zero promuove la propria musica anche suonando i campanelli delle abitazioni
Il duo Sotto Zero promuove la propria musica anche suonando i campanelli delle abitazioni
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Sono partiti con pazienza e tenacia, suonando ai citofoni di San Giorgio e Piacenza. Di porta in porta chiedevano a persone comuni un parere sulle loro canzoni. Fino a quando hanno bussato alla porta giusta, quella prestigiosa dell’etichetta discografica Universal che ha proposto loro un contratto. E così, lo scorso venerdì è uscito su tutte le piattaforme streaming di musica “Tutto o niente”, il primo singolo dei Sotto Zero, il promettente duo formato dai piacentini Andrea Zerbi, 29 anni, e Damian Adam Panizzari Michalski, 31enne.
«Ci conosciamo da quando eravamo ragazzini - spiegano i due -. Abbiamo giocato a calcio insieme a 1516 anni e abbiamo sempre fatto musica insieme, anche se senza un vero progetto di duo». «Andrea era gestore di uno studio di registrazione nel Piacentino, dove io e altri artisti andavamo a incidere - continua Damian -. Ma tra noi c’era un rapporto speciale: ci conosciamo da una vita e ci siamo sempre sostenuti a vicenda».
«È ironico - prosegue Andrea -. Non avevamo mai pensato di fare un progetto insieme. È stata la visione del nostro manager, Alessandro Borgia, a vedere il nostro potenziale. Ci ha convinto che poteva essere una cosa forte e giusta. È stato un rischio quello che ha corso, di cui siamo veramente grati».
Perché Sotto Zero? « Il nome deriva da due reference importanti nella nostra crescita: i Sottotono che sono stati i primi a portare un sound r’n’b e rap in radio in Italia e gli Zero Assoluto che sono la penna d’amore della nostra adolescenza. In qualche modo fanno parte della nostra musica».
Alla produzione musicale del progetto, insieme ai due, c’è Luigi Di Stefano, noto strumentista e produttore milanese. Ex tastierista di Tananai e attuale direttore delle tastiere per “Sounds of legends”, orchestra in tour nei teatri italiani con il repertorio del maestro Hans Zimmer.
Il primo brano parla di contrasti ed estremi. «Come nel nostro modo di essere - spiega Andrea -. Damian è abbastanza pop e visivamente colorato, io invece sono un po’ più sulle mie. Con il tempo ci il pubblico ci conoscerà come una cosa sola». «Nei nostri testi raccontiamo la nostra verità - prosegue Damian -. Parliamo di attualità, ironia, emozioni e sentimenti. Vogliamo lanciare messaggi diretti e chiari, rivolgendoci a un pubblico ampio, anche maturo, non solo quello dei ragazzi. Vogliamo rappresentare un’alternativa concreta al mercato attuale: niente finzione, niente artifici, ma passione reale e voglia di costruire un pubblico che riconosca la musica prima dell’immagine».
E di musica “vera”, suonata, spiegano, ce n’è tanta nei loro brani. « In un pezzo abbiamo un sax, in un altro un mandolino. Ci piaceva l’idea del contrasto anche tra gli strumenti, unendo passato e presente».
I due artisti hanno scelto di affiancare al lavoro discografico tradizionale un’iniziativa volutamente semplice e diretta: portare la propria musica porta a porta. «Non si tratta di una performance o di una provocazione, ma di un gesto concreto: suonare ai campanelli, far ascoltare una canzone dal vivo, senza chiedere nulla in cambio, se non un parere sincero - spiegano i due -. L’idea nasce dalla volontà di ricostruire un contatto reale con le persone, in un periodo storico in cui la musica passa quasi esclusivamente attraverso schermi, algoritmi e numeri». C’è chi si è arrabbiato, chi invece ci ha da subito apprezzato. «Vendevo uova porta a porta quando vivevo in Polonia - racconta Damian -. Per cui ero navigato. Dopo aver citofonato in due vie a San Giorgio c’era già chi parlava di noi nel gruppo del vicinato. Si è creato un passaparola fortissimo».