Beatles, rock e giornalismo: il racconto di Eleonora Bagarotti
Un dialogo intenso, tra ricordi personali e riflessioni sulla musica e sulla scrittura
Matteo Prati
|20 ore fa

Un dialogo intenso, tra ricordi personali e riflessioni sulla musica e sulla scrittura, ha restituito il ritratto di Eleonora Bagarotti, protagonista del giornalismo musicale capace di muoversi tra cultura alta e popolare, radici piacentine e orizzonti internazionali. Ospite dello “Specchio” su Telelibertà, in conversazione con Nicoletta Bracchi, la giornalista e scrittrice — oggi capo servizio del quotidiano Libertà — ha disegnato un percorso umano e professionale fuori dagli schemi, nato da una passione per la musica coltivata fin dall’adolescenza e alimentata da incontri, esperienze e memoria familiare. «Frequento il mondo del rock da quando avevo tredici anni. Andavo spesso a Londra per studiare inglese: mentre molti miei coetanei negli anni '80 inseguivano i Duran Duran agli studi EMI, io cercavo di avvicinarmi a figure come Pete Townshend degli Who o Paul McCartney dei Beatles. È stato un modo naturale di crescere. In realtà tutto nasce dalla musica classica: mia madre mi ha fatto scoprire l’opera e ascoltare Maria Callas fin da bambina. Attraverso lei ho conosciuto anche Ferruccio Mezzadri, storico factotum della Divina, poi diventato una figura centrale nel mio libro “100 anni di Maria Callas. Nei ricordi di chi l’ha conosciuta”». Musica e scrittura sono sempre rimaste intrecciate nella sua vita. Una vocazione, quella per le parole, che Bagarotti riconduce anche alla figura paterna.
«La scintilla per la scrittura viene sicuramente da mio padre. Era capo servizio alla cronaca cittadina di Libertà, ma era conosciuto soprattutto come firma di arte. Quando avevo diciotto anni lui è morto, ed è stata una perdita enorme. Ricordo ancora uno scatto di Prospero Cravedi che lo ritraeva davanti alla sede del giornale. Era una persona coltissima, ma con un’indole molto silenziosa: non sgomitava, non cercava di mettersi in mostra. Era un uomo insieme simpatico e malinconico, e credo che quella malinconia appartenga un po’ anche a me. Sono legatissima, non a caso, al mio primo libro, “Le eredità del sonno”, a lui dedicato». Non solo giornalismo e libri: nella sua vita c’è anche la musica suonata. «Sono un’arpista, quando impari a suonare uno strumento non puoi mai davvero lasciarlo». Tra i passaggi più personali dell’incontro è affiorato anche il tema della maternità e del tempo, che trasforma inevitabilmente le prospettive.
«Da quando è nato mio figlio Pietro ho imparato a razionalizzare molto di più l'agenda. La mia vita? Sorprendente e avventurosa». Tra i progetti in corso c’è anche una produzione per la Rai. «Sto lavorando a un progetto per “Le ragazze” su Rai 3, dedicato alle donne del rock, uscirà nel 2027». Nel dialogo è emerso anche il tema della cultura cittadina: «A Piacenza ci sono molte realtà di valore, ma manca una visione complessiva e di lungo periodo». Tra i ricordi professionali emergono gli inizi nel giornalismo e le prime esperienze televisive. «Devo molto a Enrica Prati, che mi affidò, su Telelibertà, una rubrica leggera e ironica: in tre minuti raccontavo un film o un disco». Poi il rock, presenza costante: «Gli Who per me sono quasi una famiglia, mentre non tutti i miti mi hanno affascinata allo stesso modo, Mick Jagger per esempio meno». Il racconto torna infine alle origini della passione musicale: «Scoprire John Lennon e Bob Dylan è stato decisivo. Lennon resta il vertice, insieme alla spiritualità di Harrison e al genio di McCartney. I Beatles? Una delle ragioni per cui vale la pena vivere: con la loro musica resti giovane per sempre».
Da Ligabue a Springsteen: tra rock, giornalismo e città del cuore
Tra gli incontri che hanno segnato il suo percorso professionale, Eleonora Bagarotti ricorda Luciano Ligabue, al quale ha dedicato due libri. «Fondamentalmente è un ragazzo timido, appassionato di letteratura. Mi hanno colpito l'autenticità e la capacità di restare fedele a se stesso». Tra i cantautori italiani preferiti cita la scuola ligure, da Fossati a Paoli. Se Piacenza rappresenta le radici, la città del cuore resta New York: «Ci vivrei. Un luogo dove convivono differenze e libertà, dove ognuno cammina senza preoccuparsi del giudizio altrui». Tra i ricordi più intensi anche l’incontro con Bruce Springsteen a Broadway e le interviste realizzate dopo l’11 settembre: «Ascoltare la sua “The rising” al Madison Square Garden è stato uno dei momenti più emozionanti della mia vita». Bagarotti riflette anche sui cambiamenti del giornalismo culturale: «Oggi nulla è fisso, bisogna interpretare continuamente i mutamenti della società». La puntata di “Specchio” sarà disponibile anche on demand sul sito liberta.it.

